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Banlieues: i luoghi dell'emarginazione

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CAPITOLO 1: BANLIEUES già esistenti, a chilometri di distanza dalle città. Oggi giorno il termine indica i quartieri ai margini dei margini. «Oggi vengono distinti quattro tipi di banlieues: Le grandi citées4 di edilizia popolare, ristrutturate o meno, degli anni sessanta e settanta (caratterizzate da una popolazione giovane, da una forte presenza di stranieri). Le citées minerarie e industriali del Nord e dell’Est della Francia (con meno immigrati e più pensionati) Le citées di edilizia popolare di piccole dimensioni, spesso più recenti e meno isolate, che annoverano al loro interno un numero maggiore di categorie intermedie. Vecchi quartieri di certe città del Sud (ambiente urbano molto degradato e forte presenza di immigrati anziani) Le sommosse hanno interessato soprattutto il primo tipo di banlieue classificati come Zus (Zone urbane sensibile).» [M. Oberti 2006, pp189] A peggiorare la situazione, in questi ultimi anni sono stati emanati una serie di provvedimenti legislativi in materia urbanistica, che si sono rivelati fallimentari, come ad esempio una legge redatta del 2005, che prevede la demolizione di 250.000 abitazioni e la ristrutturazione di 400.000, di cui il 16% si trova nelle zone denominate Zus5, ha provocato il trasferimento delle famiglie che vivevano in questi alloggi in altre case popolari in attesa della fine dei lavori, con non poco turbamento da parte delle stesse già vessate dalla precarietà e vulnerabilità sociale. «Il processo di segregazione investe almeno una cinquantina di quartieri nei comuni della regione parigina e riguarda da centocinquanta a duecentocinquanta quartieri in tutto il paese. Nel condurre un vasto programma di demolizione/ricostruzione - ridurre la concentrazione delle abitazioni più degradate – ma senza il necessario accompagnamento sociale, si sono trasferite sui più poveri le spese del cambiamento della nostra organizzazione urbana, senza riuscire a creare nuove forme di solidarietà. In 4 Termine francese per indicare interi isolati composti unicamente di edifici Hlm (habitation à loyer moderé), o case popolari riconoscibili come unità residenziali a cui fanno riferimento gli abitanti e in particolare i giovani. 5 Dopo l’introduzione negli anni ottanta di una politica incentrata sullo sviluppo delle aree territoriali “prioritarie”, queste zone sono state di volta in volta definite come “quartieri degradati” “rioni sensibili”, “quartieri in difficoltà, e nel 1996 , all’interno della legge sul patto di rilancio delle zone urbane sensibili, sono state così definite. [M. Oberti 2006, pp 191]. 7
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Banlieues: i luoghi dell'emarginazione

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Informazioni tesi

  Autore: Lisa Barbanti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze geografiche
  Relatore: Elisa Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

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