Teoria e pratica della traduzione: la filiazione e le sentenze del ''Journal del tribunaux''

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14 conseguenza più vicina alla lingua comune, la seconda più distante perché impiegata per la redazione di sentenze, verbali e documenti analoghi. Le peculiarità della lingua del diritto sono perciò inconfondibili ed in particolare occorre rilevare che essa possiede quello che si potrebbe definire un carattere nazionale legato alla tradizione culturale e soprattutto sociale del paese dal quale trae origine. Ovviamente non tutti i pareri sono concordi sulla caratterizzazione del linguaggio giuridico ma le principali tendenze individuabili sono due: - da una parte i sostenitori di una lingua del diritto non tecnicizzata e perciò non elitaria e riservata ai soli specialisti; - dall’altra i fautori di un linguaggio artificiale con una struttura a parte. Per qualsiasi alternativa si propenda, rimane di fondamentale importanza non trascurare che per il traduttore di un testo giuridico i problemi maggiori non sono dati ad esempio da specifiche ideologie, bensì dal bisogno di focalizzare la propria attenzione sia sul potenziale semantico della lingua, che su quello giuridico ed infine sulla loro applicazione nel contesto sociale nella lingua di partenza ed in quella di arrivo. Alla luce di quanto esposto appare appropriata l’affermazione della Snel Trampus 17 : “il lessico giuridico […] si distingue da quello in uso in altri ambiti specialistici per una opposizione meno distinta con il lessico della lingua comune. L’influenza reciproca tra società e mondo dei giuristi è molto più intensa di quella esistente tra società e qualsiasi altro gruppo professionale.” Tutto implica uno scambio continuo tra lingua comune e microlingua del diritto il che determina diversificazioni lessicali per quanto riguarda la prima e cambiamento dei referenti nella seconda. Infatti è soprattutto la lingua comune ad accogliere termini cosiddetti giuridici attribuendo loro significati più sfumati e quindi meno tecnici. Inoltre, come sostiene Sacco 18 , “si può essere sorpresi nel constatare che taluni termini giuridici si arricchiscono di connotazioni ulteriori, favorevoli o sfavorevoli, implicanti simpatia o fobia, o che la scelta del vocabolo si differenzia secondo l’origine storica della regola giuridica, o che l’apparentamento dei termini ingenera l’apparentamento delle istituzioni” tanto più che “anche le scelte 17 Snel Trampus, R., op. cit., p. 50.

Anteprima della Tesi di Lara Pratella

Anteprima della tesi: Teoria e pratica della traduzione: la filiazione e le sentenze del ''Journal del tribunaux'', Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Lara Pratella Contatta »

Composta da 679 pagine.

 

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