Organizzazione del lavoro nelle proprietà rurali in età Imperiale (con particolare attenzione al personale epigraficamente attestato in Puglia)

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5 coltivazione, spesso unica attività produttiva 3 . Una limitata porzione del terreno era coltivato in maniera intensiva. In una prima fase non esisteva distinzione alcuna tra pars rustica e pars urbana 4 . Tra la fine del III sec. a.C. ed il II sec. a.C. si assiste ad una trasformazione, causata dall’arricchimento materiale e dallo sviluppo della società romana. Nascono le villae dedicate all’otium, e la villa diventa l’immagine della ricchezza e del rango del proprietario. In età repubblicana, la villa è un’azienda agricola autosufficiente 5 . Doveva rispondere a dei requisiti ben definiti: edificata nei pressi di corsi d’acqua o sorgenti 6 , su un luogo che fosse salubre in ogni periodo dell’anno 7 , su una collina o a mezza costa 8 , non lontana dal mare, o da un fiume navigabile 9 , o da una strada 10 , preferibilmente vicina alla città 11 , esposta a venti benefici ed al sole 12 . La costruzione non doveva essere troppo grande rispetto al fundus, perché sarebbe stato troppo costoso mantenerla, né troppo piccola, perché, in tal caso, sarebbe risultata inadeguata a contenere gli strumenti di lavoro, gli schiavi, gli animali ed il raccolto 13 . Si distingueva in tre parti: pars urbana, pars rustica, pars fructuaria 14 . La pars urbana era costituita dalla residenza del dominus e della sua gens. Era formata dalla basis villae 15 , dal vestibolum, dalle fauces (ingresso), dall’atrium, con l’impluvium ed il lavarium, dal tablinum (tablino, era l’ambiente principale della casa romana, posto di fronte all’atrio, tra 3 Col., 4.3. 4 Per Varrone, 3.2.9, la villa era un edificio articolato in due parti, rustica e urbana; Columella, 1.6, distingueva tre parti, rustica, urbana e fructuaria. 5 La villa quale modello architettonico - produttivo si afferma tra l’età tardo-repubblicana e protoimperiale. 6 Var., 1.11.2; Col., 1.5. 7 Var., 1.4.6-4; Col., 1.4. 8 Var., 1.13.7; Col., 1.4. 9 Var., 1.16.6. 10 Cat., 1.3; Var., 1.16.1; Col., 1.3. 11 Cat., 1.3. 12 Col., 1.5. 13 Var., 1.11; Cat., 3-4; Col., 1.4; Vitr., 6.6; Pal., 1.8.1. 14 Troviamo in Varrone, R. R. 3.2.1, una articolata tipologia della villa; Carandini 1989, p. 109, seguendo Columella, riferisce una distinzione tra pars urbana e pars rustica, che, a sua volta, poteva suddividersi nelle parti rustica e fructuaria. 15 Era il basamento su cui veniva costruita la villa nel caso in cui essa dovesse essere posta su un pendio: formato da ambienti voltati, poteva essere utilizzato come criptoportico, ninfeo o cisterna; cfr. Vitr., 6.8, e Pli., Ep. 5.6.

Anteprima della Tesi di Anna Paola Carluccio

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Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Anna Paola Carluccio Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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