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Il documentario: la costruzione sociale di un genere cinematografico

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8 infatti, è un linguaggio che serve a dare un senso al mondo e i kinoki (gli operatori dediti alla teoria del cine-occhio) devono tenerlo presente mettendo in luce il punto di vista del proletariato. Il mezzo per fare questo è il montaggio: è questo che dà senso a delle immagini prive di un senso in sé, ed è il montaggio che riesce a ricomporre delle immagini sconnesse in un discorso coerente (e fortemente ideologizzato). Il suo film più importante per la storia del cinema documentario è L’uomo con la macchina da presa (Chelovek s kino-apparatom, URSS, 1929) nel quale viene narrata la giornata di un operatore cinematografico che riprende scene normali della vita di tutti i giorni. Il film è anche un esempio di forte sperimentalismo stilistico e tematico (è infatti uno dei primi film metacinematografici). 2.3 John Grierson e i documentaristi britannici John Grierson (1898–1972) giunge al documentario per una sorta di vocazione educativa nei confronti del pubblico. Egli ritiene che il cinema documentario debba contrapporsi al cinema fatto nei teatri di posa per esplorare la realtà ed affrontare temi di rilevanza sociale. La realtà, però, non sarà meramente descritta dalla macchina da presa ma dovrà essere trattata in modo “creativo”, in quanto il punto di vista del documentarista dovrà emergere e farsi evidente. Il suo principale riferimento teorico è, ovviamente, Vertov: da lui mutua l’idea che il documentario debba affrontare temi sociali, che debba contrapporsi il cinema della realtà a quello dei teatri di posa, che il cineasta non possa rimanere neutrale rispetto a ciò che filma e a come lo monta. Al contrario di Vertov, però, Grierson non si dedicherà alla sperimentazione né alla regia: dopo il suo primo film, Drifters (UK, 1929), inizierà negli anni ’30 una carriera da produttore grazie alla quale riuscirà a riunire molti documentaristi britannici accomunati dalla stessa sensibilità ai temi sociali. 2.4 Il documentario di propaganda Con l’introduzione del sonoro negli anni ’20, il cinema documentario fa un grosso passo in avanti verso un uso strumentale dello stesso. Dopo le poetiche di Vertov e Grierson, che davano molta più importanza alle finalità del cinema piuttosto che alla sua forma, la strada è libera per una serie di pellicole a tema politico. L’inasprirsi delle tensioni nell’Europa occidentale, del resto, è un ottimo serbatoio di idee per i nuovi documentaristi (un esempio su tutti è il film sulla guerra civile spagnola diretto da Joris Ivens). Nella Germania nazista la regista di maggiore fama è Leni
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Il documentario: la costruzione sociale di un genere cinematografico

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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Pepe
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Luigi Del Grosso Destreri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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