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Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale

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15 la disciplina dell’archeologia industriale L‘archeologia industriale è una disciplina che nasce in Inghilterra, nei primi gli anni ‘50, quando si pone il problema della conservazione di impianti industriali, storici e non, danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Se si ricorda che proprio in Gran Bretagna ebbe origine quel processo di rinnovamento chiamato Rivoluzione Industriale, appare subito chiaro il motivo per cui questa nazione abbia preso coscienza per prima della necessità di tutelare i reperti di questo settore. Da allora ha preso piede in Europa e nel mondo la consapevolezza che nei resti abbandonati di un passato così prossimo fossero racchiusi i segreti di una delle più recente rivoluzioni, quella industriale appunto. Il senso del recupero del patrimonio industriale non è stato assorbito allo stesso modo in ogni nazione, è stato infatti declinato con significati diversi nei vari paesi europei; evidentemente a causa della connotazione socio-politica oltre che ideologica che il fenomeno industriale ha avuto in ogni luogo. Così, ad esempio, nei paesi dell’Est non è stato necessario un recupero degli edifici industriali perché questi, essendo visti come monumenti della classe operaia e, al tempo stesso, della rivoluzione, sono sempre stati adeguatamente curati; in Gran Bretagna invece hanno rappresentato la rievocazione, forse un po’ elegiaca dell’epoca in cui l’Inghilterra era il centro del mondo. Al di là comunque dell’ideologia, l’archeologia industriale può essere un’occasione reale di arricchimento e scambio culturale internazionale ed il recupero di questi ‘reperti’ il modo migliore per collegare il nostro passato industriale alle possibili opportunità di progresso futuro. In Italia l’introduzione ufficiale della nozione di archeologia industriale coincide con il Convegno Internazionale di Milano tenutosi alla Rotonda della Besana nel 1977, nell’ambito della mostra ‘San Leucio: archeologia, storia, progetto’ organizzata da Eugenio Battisti, lo storico dell’arte che per primo ha portato questa nuova “non disciplina” nel nostro aese. Sintetizzando, l’atteggiamento verso i reperti industriali dismessi, dal momento della comparsa dell’archeologia industriale in Italia, potrebbe essere suddiviso in due momenti diversi in cui prevalgono due idee differenti. Nei primi decenni successivi alla “nascita” , si parla degli anni ’70 e ’80, l’archeologia industriale ha principalmente prestato attenzione allo studio dei reperti dal punto di vista prettamente architettonico e infrastrutturale, tralasciando lo studio del “contenuto” dei grandi complessi industriali.
Anteprima della tesi: Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale, Pagina 3

Informazioni tesi

  Autore: Elena Giugni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Andrea  Alberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

FAQ

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