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Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale

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17 in un disegno di ricostruzione globale, che non prescinda dalla specializzazione, ma che al tempo stesso rifiuti la preclusione. Come qualsiasi altro ramo dell’archeologia, anche l’Archeologia Industriale è fondata sulla centralità dei resti materiali e sull’osservazione in situ. Al giorno d’oggi però questa interpretazione non è più sufficiente; l’archeologia industriale è riconosciuta come una sorta di crocevia intellettuale alla frontiera di molte discipline (Alessandra Mazzotta), dal momento che i dati raccolti sul campo non possono non essere messi in relazione con le vicende storico economiche e politiche del contesto in cui sono inseriti. L’approccio alla azione sul Patrimonio Industriale dovrebbe quindi essere duplice: da una parte la lettura stratigrafica delle vicende legate al mondo del lavoro e dell’industrialesimo (sviluppo tecnologico e cosi via…), dall’altra la ricerca del potenziale del bene di partecipare a nuove trasformazioni, di essere quindi sensibile e disponibile ad un nuovo progetto, senza alterare e cancellare la propria memoria storica. Oggi, raggiunto un certo livello di conoscenza specifica nel settore, la linea d’azione auspicata dagli studiosi è quella che vede il manufatto come parte integrante di un sistema a scala territoriale. La tutela del patrimonio industriale si fonda quindi con la tutela ambientale stessa; seguendo la linea che ha ispirato la Convention Du Paysage (Firenze, 2000) ossia l’idea di paesaggio come stratificazione delle memorie dell’uomo, recuperando, accanto all’accezione che è propria del termine territorio o del termine ambiente, anche quella più pregnante del paesaggio come immaginario, come sguardo, come oggetto di contemplazione estetica. L’archeologia industriale diventa in questo caso una nuova chiave di lettura del paesaggio per comprenderne mutazioni e cambiamenti. Ferma restando l’importanza dell’analisi storico-interpretativa del monumento e delle operazioni sul campo volte al censimento di ogni valore testimoniale; è oggi necessario quindi, nel campo dell’archeologia industriale, definire un nuovo approccio progettuale al riuso di queste aree. Nonostante l’intenso dibattito sul tema dell’archeologia industriale attivo ora nel nostro paese, si nota un leggero ritardo nella definizione di obiettivi indirizzati alla salvaguardia del patrimonio industriale e, soprattutto, nella messa a punto di strategie operative di recupero che tengano conto della complessità del fenomeno sotto il profilo culturale. Gli interventi di trasformazione avvengono ancora in modo parziale e incompleto o frammentario, con progetti puntuali che raramente manifestano profondi legami con il contesto e con i reperti. La
Anteprima della tesi: Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale, Pagina 5

Informazioni tesi

  Autore: Elena Giugni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Andrea  Alberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

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