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Enterprise Risk Management in campo assicurativo alla luce di Solvency II

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15 In particolare, se il margine è determinato in rapporto all’ammontare annuo dei premi o contributi, la soglia oltre la quale si passa dall’aliquota del 18 a quella del 16 per cento è aumentata da 10 milioni a 53 milioni e 100 mila euro. In questo caso, il margine richiesto scaturisce dalla sommatoria del 18 per cento dei premi lordi contabilizzati nell’ultimo esercizio o dei contributi di competenza dell’ultimo esercizio fino al limite di 53 milioni e 100 mila euro, e del 16 per cento dei premi eccedenti detto limite. L’ammontare che ne risulta è moltiplicato per il coefficiente di conservazione (S’/S), anch’esso modificato dal quadro normativo vigente, dato dal rapporto esistente, per la somma degli ultimi tre esercizi, tra l’ammontare dei sinistri pagati ed a riserva che restano a carico dell’impresa dopo aver dedotto le quote di competenza dei riassicuratori e l’ammontare complessivo lordo dei sinistri stessi. Se tale rapporto risulta inferiore al 50 per cento, esso è preso in considerazione, ai fini del calcolo, nella misura del 50 per cento. Se, invece, il margine di solvibilità è determinato in rapporto all’onere medio dei sinistri, la soglia di passaggio dal 26 per cento al 23 per cento è portata da 7 a 37 milioni e 200 mila euro. Pertanto il margine richiesto è dato dalla somma del 26 per cento della media dei sinistri di competenza degli ultimi tre esercizi (senza detrazione della riassicurazione) fino al limite di 37 milioni e 200 mila euro e del 23 per cento dei sinistri al di sopra di detto limite (19) . La sommatoria è poi moltiplicata per il rapporto di conservazione. Gli importi dei premi e dei sinistri presi a base per il calcolo del margine di solvibilità sono aggiornati in funzione dell’indice europeo dei prezzi al consumo, seguendo il metodo illustrato precedentemente a proposito della quota minima di garanzia. (19) Più in particolare, l’art. 8 del Regolamento Isvap n. 19/2008 determina il margine di solvibilità in rapporto all’onere medio dei sinistri nel modo seguente: a) si cumulano, al lordo delle quote a carico dei riassicuratori, gli importi dei sinistri pagati per le assicurazioni dirette nel corso degli ultimi tre esercizi, si aggiunge l’importo dei sinistri pagati negli stessi esercizi per rischi accettati in riassicurazione al lordo delle quote a carico dei retrocessionari e si aggiunge l’ammontare delle riserve sinistri lorde costituite alla fine dell’ultimo esercizio, per le assicurazioni dirette e per i rischi accettati in riassicurazione; b) dall’importo così ottenuto si detrae l’ammontare dei recuperi effettuati durante gli ultimi tre esercizi e l’ammontare delle riserve sinistri lorde costituite all’inizio del secondo esercizio precedente l’ultimo esercizio considerato sia per le assicurazioni dirette che per le accettazioni in riassicurazione. Se il periodo di riferimento dell’onere medio dei sinistri, ai sensi dell’art. 6, comma 2, è di sette esercizi, si deduce l’ammontare delle riserve sinistri lorde costituite all’inizio del sesto esercizio precedente l’ultimo esercizio considerato; d) la terza o la settima parte, a seconda del periodo di riferimento indicato dall’art. 6, dell’ammontare ottenuto in base al comma 1 è ripartita in due quote, la prima a 37 milioni e 200 mila euro e la seconda comprendente l’eccedenza rispetto a detto ammontare.
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Enterprise Risk Management in campo assicurativo alla luce di Solvency II

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Dini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Banca, Borsa, Assicurazioni
  Relatore: Roberto Caparvi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

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