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Meccanismi di difesa e strategie di coping

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Sara Meozzi Introduzione. 5 Uno Possono essere sia adattive che patologiche caratterizzando quindi sia i quadri psicopatologici che la vita normale del soggetto. Uno Se ripetitive e inattuali possono indurre allo scoppio della nevrosi. Freud, pur descrivendo un numero considerevole di meccanismi di difesa, non si è mai occupato di fornire una trattazione sistematica dell’argomento lasciando tale compito alla figlia Anna Freud. E’ più una necessità che una virtù quella sentita da Anna Freud di identificare e classificare i processi difensivi, necessità che ha dato origine alla stesura del libro “L’Io e i meccanismi di difesa” (Anna Freud, 1936) e poi all’Indice Hampstead, considerato il primo tentativo di standardizzazione del materiale clinico sui processi difensivi. Tra i meriti della Freud oltre a quello di aver teorizzato in modo molto più deciso rispetto al padre l’aspetto adattivo delle difese nonché la loro relazione diretta con situazioni esterne, ancor più importante è il fatto che riconobbe le implicazioni che questo esame dettagliato delle difese dell’Io aveva per il trattamento. Non era più sufficiente secondo la Freud, prestare attenzione semplicemente all’affiorare dei desideri inaccettabili provenienti dall’Es, ma diventava necessario tenere in uguale considerazione gli sforzi difensivi attuati dall’Io che si manifestavano come resistenze al trattamento. La Freud giunge alla conclusione che le singole difese sono disposte lungo una linea evolutivo- maturativa, seguono quindi un ordine cronologico, stabiliscono relazioni con altre funzioni dell’Io e si orientano in senso patologico se: “vengono utilizzate prima dell’età giusta o se vengono mantenute troppo a lungo dopo di essa. Esempi ne sono il diniego e la proiezione che, normali nella prima infanzia, conducono in età posteriore alla patologia; o la rimozione e la formazione reattiva, che paralizzano la personalità del bambino, se utilizzate troppo presto” (Anna Freud, 1965). L’Indice di Hampstead, nonostante sia stato oggetto di molte critiche soprattutto da un punto di vista metodologico, ha il merito non solo di aver tentato questa prima sistematizzazione dei meccanismi di difesa, ma anche quello di aver gettato l’imput per evidenziare una correlazione tra il loro assetto
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Meccanismi di difesa e strategie di coping

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Meozzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Psicologia
  Corso: psicologia clinica e della salute
  Relatore: marco giannini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

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