Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia

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9 ricerca la qualifichiamo ricerca sull’eutanasia esteriore, che distinguiamo da quell’altra eutanasia che si riferisce alla preparazione dell’anima e che poniamo fra le nostre raccomandazioni.” Va osservato come anche in questo testo, pur tenendo conto dell’evoluzione del dibattito sul suicidio a cui abbiamo sommariamente accennato, il termine “eutanasia” viene utilizzato in riferimento ad un’idea di “buona morte” che nulla ha a che vedere con le odierne proposte di legalizzazione della medesima, ma si collega ancora all’idea di un accompagnamento del morente nel momento supremo della sua esistenza. 12 In età contemporanea, soprattutto nel XX secolo, alla domanda eutanasica, portata avanti da alcuni gruppi di pressione, fa riscontro un riemergere di quella che possiamo chiamare eutanasia sociale, la quale, già presente nel mondo antico, assume forme nuove soprattutto sul piano giuridico. Per affrontare tale tema, possiamo sviluppare in modo più analitico l’esempio paradigmatico della Germania, anche prima dell’avvento del regime nazista. Già durante la Grande Guerra si assiste ad un’impennata delle morti dei malati cronici presenti negli ospedali, anche a motivo della scarsità di cibo che rendeva oneroso nutrire tante “bocche inutili”. Nel 1920 viene pubblicato un libro di Alfred Hoche e Karl Binding, dal titolo “L'autorizzazione all'eliminazione delle vite non più degne di essere vissute”, che, secondo gli autori, sono in se stesse luogo di sofferenza e provocano sofferenza ai parenti e danno economico allo stato che, quale arbitro della distribuzione delle ricchezze, avrebbe dovuto autorizzarne l’uccisione. La motivazione economica, portata all’interno del dibattito tra gli scienziati, non fu certamente sufficiente a motivare un’azione effettiva e sistematica, che invece venne con il progetto eugenetico nazista, che collegava la necessità di eutanasia sociale nei confronti di alcune categorie di persone con quella di preservare la purezza della razza ariana. Il primo passo verso l'attuazione del piano eugenetico si ebbe nel 1933 con l'emanazione della "Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie". La legge venne discussa il 14 luglio. Poiché il 20 luglio si sarebbe dovuto firmare il Concordato tra Chiesa Cattolica e Stato Nazista si ritenne politicamente più opportuno promulgarla ufficialmente il 25 luglio successivo. L'8 ottobre 1935 venne emanata una seconda legge per "La salvaguardia della salute ereditaria del popolo tedesco". Con essa si autorizzava 12 P. Verspieren, Eutanasia? Dall’accanimento terapeutico all’accompagnamento dei morenti, Paoline, Cinisello Balsamo – Milano, 1985, 137-138.

Anteprima della Tesi di Serena Mattiuz

Anteprima della tesi: Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia, Pagina 7

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Mattiuz Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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