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Dall’Opus all’Opera: Experimentum Mundi di Giorgio Battistelli

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6    forme di produzione musicale del secondo dopoguerra costituiscono uno speciale incontro tra teatro e musica 2 . Nella prima metà del secolo XX numerosi compositori hanno cercato una forma musicale e teatrale nuova rispetto al concerto sinfonico o all’opera lirica. Dopo la seconda guerra mondiale l’avanguardia musicale si svilupperà nello spirito della musica assoluta e trascurerà in un primo tempo la questione dell’opera, simbolo di conservatorismo. Le opere di Britten o di Henze, che si integravano nel quadro tradizionale, venivano criticate e rifiutate. I tentativi di Berio, Nono, Zimmermann o Kagel, a partire dall’inizio degli anni Sessanta, erano caratterizzati da una forte dimensione critica nei confronti della forma tradizionale e dal tentativo d’inventare nuove prospettive in questo ambito; ma non trovano alcun appoggio istituzionale. […] La forma operistica, come del resto tutte le altre forme tradizionali si trovò al centro delle preoccupazioni dei compositori negli anni Venti e Trenta. […] Ai suoi due estremi, la forma si fonda, da una parte, su oggetti moderni, che mettono in scena personaggi della vita quotidiana in una forma musicale capace di integrare le musiche urbane e lo stile dei generi minori; dall’altra parte, su un ritorno ai soggetti mitici o storici, nello stile del grand opéra, carico di una forte dimensione simbolica. (Albèra, 2007: 224 - 226 ) L’opera di Giorgio Battistelli si colloca nel panorama artistico di un passato ancora relativamente prossimo. Per comprendere la sua produzione musicale e delinearne la complessa figura di musicista è importante tracciare un percorso che tenga conto della sua formazione musicale e della sua biografia in generale. Giorgio Battistelli nasce ad Albano Laziale (Roma) il 25 aprile 1953. Si diploma in composizione nel 1978 con Giancarlo Bizzi al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila, studiando contemporaneamente storia della musica con Claudio Annibaldi e pianoforte con Antonello Neri. È tra i fondatori del Gruppo di Ricerca e Sperimentazione Musicale “Edgar Varèse” (1974) e del Gruppo Strumentale “Beat 72” di Roma (1976–78), interamente formato da compositori strumentisti. Nel 1975 frequenta a Colonia i seminari di composizione di Karlheinz Stockhausen e Mauricio Kagel, perfezionandosi quindi a Parigi in tecnica e interpretazione nel teatro musicale contemporaneo con Jean Pierre Drouet e Gaston Sylvestre. A questi anni risalgono le sue prime composizioni: Uno e trino per un percussionista (1975); Comme un opéra fabuleux per un percussionista (1979); Il racconto di Monsieur B per orchestra (1980).                                                             2  Cfr. Philippe Albèra, Il teatro musicale, in Enciclopedia della Musica, Torino, Einaudi, (anno 2007), vol. III (Le avanguardie musicali nel Novecento), p. 223  
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Informazioni tesi

  Autore: Maria Carmela Ranieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: D.A.M.S.
  Relatore: Egidio Pozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

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