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La società controllata e la quotazione

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7 rischiavano di “generare fenomeni di opacità”37. Dal canto suo, la proposta Zanda ha valutato di fatto come insufficienti gli interventi, già disposti in materia, da Borsa Italiana s.p.a. e dalla Consob. La prima ha infatti imposto specifici requisiti di diversificazione degli investimenti, di limitazione sia delle esposizioni verso uno stesso emittente, sia dell‟oggetto sociale, per l‟ammissione alla quotazione delle Investment Companies38. Inoltre ha impedito l‟ammissione a quotazione di quelle società, conosciute come “scatole vuote”, il cui attivo è rappresentato in misura prevalente da partecipazioni, per lo più di controllo, in altre società quotate39. La seconda, con la delibera n. 15911, in attuazione della Legge sul risparmio, ha individuato le condizioni per la quotazione di una società che ne controlla un‟altra, costituita e regolata dalla legge di Stati esterni all‟Unione Europea, le condizioni per la quotazione di una società sottoposta all‟altrui attività di direzione e coordinamento e le condizioni per la quotazione di società finanziarie. Secondo altri, invece, il legislatore italiano ha introdotto norme particolarmente incisive in materia di gruppi di società40, e questi interventi hanno rappresentato un progresso nel rafforzamento delle tutele degli azionisti, pur non eliminando del tutto il fenomeno delle piramidi: «Peraltro, invocare un nuovo intervento legislativo ad hoc, quando ancora si devono applicare le leggi appena emanate e in presenza di un quadro comunitario non ancora definito, correrebbe il rischio di ingenerare ulteriore confusione. Si potrebbe, con più equilibrio, operare sul piano della autoregolamentazione; potrebbero cioè essere le borse a porre vincoli più stringenti alla quotazione di società appartenenti a piramidi e a richiedere per quelle già quotate più forti tutele degli azionisti di minoranza nelle ipotesi di operazioni infragruppo».41 Naturalmente l‟autoregolamentazione, in capo alle società di gestione dei mercati regolamentati, pone il problema 37 R. RORDORF, XXII Convegno di studio su “Proprietà e controllo dell‟impresa: il modello italiano – Stabilità o contendibilità?”, relazione introduttiva alla Prima Sessione, su “L‟impresa”, Courmayeur, 5-6 ottobre 2007, http://www.radioradicale.it 38 BORSA ITALIANA, Avviso n. 2355, 21 febbraio 2006, p. 2 (par. 4) che illustra le modifiche al Regolamento mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana s.p.a., deliberate dall‟Assemblea della società di gestione, nella seduta del 21 dicembre 2005, approvate dalla Consob con la delibera n. 15319 dell‟8 febbraio 2006 ed entrate in vigore il 1° marzo 2006. Cfr. A. TANTAZZI, op. cit., p. 27 s.; PEDRIZZI, PONTONE (relatori), A conclusione dell’indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema delle imprese, i mercati finanziari e la tutela del risparmio, doc. XVII n. 17 approvato dalle Commissioni riunite 6° (Finanze e tesoro) e 10° (Industria, commercio, turismo) del Senato, nella seduta del 24 marzo 2004, p. 94, dove ci si augura “una progressiva esclusione delle società «scatole vuote» dal listino di borsa, nonché la creazione di un mercato separato delle società che controllano altre società, ai fini di una maggiore trasparenza”. 39 L‟art. 2.2.1, punto 6, del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A., rubricato “Requisiti degli emittenti di azioni”, in vigore dal 23 luglio 2007, recita: “L’attivo di bilancio ovvero i ricavi dell’emittente non devono essere rappresentati in misura preponderante dall’investimento o dai risultati dell’investimento in una società le cui azioni sono ammesse alle negoziazioni in un mercato regolamentato”. Cfr. A. TANTAZZI, op. cit., p. 28, che parla anche di moral suasion; S. MENGOLI, S. SANDRI, La via, op. cit., p. 1, che spiegano come sia stato possibile eludere il presente disposto normativo. 40 P. MONTALENTI, Gli strumenti, op. cit., che riferisce proprio della delibera CONSOB n. 15911. 41 F. VELLA, All’ombra delle piramidi, http://www.lavoce.info, p. 2. Sulle operazioni infragruppo cfr. A. ROSATI, op. cit., p. 17. Circa la funzione di listing e trading si rinvia al par. 2.1. del Capitolo II.
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La società controllata e la quotazione

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Informazioni tesi

  Autore: Guido Poggi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Umberto Tombari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

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