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La lotta per il riconoscimento di un'identità: la ''Primavera Nera'' in Cabilia

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10 sulla scolarizzazione, del 1889, aveva fatto sì che i Cabili, di questa prima ondata migratoria, fossero abbastanza istruiti, cosicché poterono occuparsi anche di attività commerciali, e non solo di lavori manuali. Furono i lavoratori stessi a rivelare quanto, l’emigrazione, non fosse sola- mente un fattore temporaneo. Ad ogni “cambio della guardia” c’era sempre chi restava in Francia, costituendo lo zoccolo duro di quegli operai che si “occidentalizzavano”: apprendevano la cultura sindacalista, ma non dimen- ticavano quella originaria, già vittima della società araba trionfante22. So- prattutto, acquisivano concetti sconosciuti, ma rivoluzionari, come gli ideali nazionalisti. Chi rientrava in Cabilia diffondeva, questi ideali, anche presso la comunità d’origine, risvegliando l’antico orgoglio cabilo, che iniziò a credere nella possibilità di uno Stato Algerino. Al loro arrivo in Francia, gli emigrati non potevano contare sulle strutture di supporto promesse dai Francesi. La convinzione, che i governi parigini avessero provveduto agli impianti, atti all’accoglienza degli stra- nieri, si radicò perché furono le comunità di immigrati ad organizzarsi di conseguenza. I primi arrivati iniziarono a riunirsi in comunità omogenee, a concentrarsi in quartieri che si contraddistinguevano, non tanto per la na- zionalità dei loro abitanti, quanto per la loro appartenenza etnica, e i Cabili divennero maestri di questa ristrutturazione. Centri, di questi nuovi villag- gi imazighen, divennero quelli che noi definiremmo hotel, ma che in pratica erano solo dei grandi stabili. Essi erano luogo di riunione per coloro che af- fittavano le stanze dell’ostello, ma anche per quelli che abitavano nelle pic- cole case del quartiere, ricreando l’ambiente del villaggio. Addirittura, si ricreò la djemaâ, che imponeva regole sue e sanzionava coloro che le in- frangevano. L’importanza del tenutario dell’ostello - di solito un immigrato di vecchia data, che magari aveva spostato un’europea - andava ben oltre. Esso era il centro stesso della comunità, e a lui ci si rivolgeva per contatta- re un amico, o un parente che si trovava in Francia e del quale non si cono- sceva la residenza. A quello stesso individuo si chiedeva di tenere i contatti con i rappresentanti della società francese e del posto di lavoro, quando an- cora non si conosceva la lingua. Egli assumeva ruolo di rappresentanza, all’interno dei sindacati, ai quali faceva legare i componenti della sua collet- tività, e manteneva i contatti con la Cabilia. Particolare non trascurabile, il tenutario era disposto a concedere le stanze a credito, forte di una rete di solidarietà che gli avrebbe permesso di rientrare nei suoi guadagni. Il ruolo dell’intermediatore fu rafforzato dall’ostilità che la comunità autoctona di- mostrava nei confronti degli immigrati, rei di non parlare la lingua e di non conformarsi ai costumi23. I forti legami si trasferirono anche sul posto di lavoro, tanto che, chiunque potesse permettersi di rientrare in patria, cercava di lasciare il suo posto ad un nuovo cabilo immigrato. Per i Cabili, stranieri in un Paese che non li riconosceva, ma che dava loro il sostentamento, la solidarietà non era un’opzione, ma un dovere. La trasgressione causava egoismo e veniva puni- ta con severità dalla djemaâ. Lo stesso rigore era imposto quando si tratta- va di dimostrare materialmente la propria solidarietà, organizzando collet- 22 Serge Bromberger, «Les rebelles Algériens», Libraire Plon, Parigi, 1958. 23 Kamal Bouguessa, «Mode de vie et reproduction: la communauté algérienne en France pendant la colonisation», in Annuaire de l’Afrique du Nord 1981, Vol. XX, ed. CNRS 1982.
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La lotta per il riconoscimento di un'identità: la ''Primavera Nera'' in Cabilia

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Informazioni tesi

  Autore: Annalisa Pia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Bianca Maria Carcangiu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

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