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Analisi dei criteri di misurazione dello sviluppo come libertà

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assiomi del teorema Pattanaik-Xu (1990), con un’attenta analisi delle critiche rilevanti cui essi sono sottoposti. Infine, nel terzo capitolo si descrivono i principali indicatori utilizzati per la misurazione dello sviluppo. L’analisi parte da un esame dell’utilizzo, ormai diffuso, del Pil come parametro di riferimento e, in particolare, si riportano i risultati di un’analisi empirica. Dal commento dei dati tratti da un’autorevole pubblicazione statistica mondiale, ossia il Factbook 2008 dell’OCSE, emerge in linea generale un quadro di arretratezza dell’Italia nel confronto con i trenta Paesi industrializzati dell’Ocse. Inoltre, ci si rende conto che, affidando l’analisi a indici diversi, la sentenza sulla situazione di disagio o di sviluppo che colpisce ciascun Paese varia considerevolmente. A questo punto c’è da chiedersi su quale indicatore basare il giudizio sulla situazione reale di un Paese. Si commentano alcune conseguenze che possono derivare dall’utilizzo di indicatori che non sono in grado di misurare l’effettivo grado di sviluppo di un Paese, e in particolare si evidenziano i limiti di una valutazione ancorata ai valori del Pil, considerato “un mito da sfatare”, alla luce di quanto affermato da autori come Sen. Il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ha assemblato le intuizioni seniane nell’elaborazione della teoria dello sviluppo umano e tradotto le considerazioni teoriche in un aggregato numerico, lo Human Development Index (HDI), che ha permesso di ottenere una classifica mondiale dei Paesi, i cui punteggi dipendono dalla speranza di vita alla nascita, dal livello di istruzione e dal reddito pro-capite reale in parità di potere di acquisto (PPA$). Dopo aver approfondito gli elementi e la metodologia di calcolo del suddetto indice, l’analisi si sposta su un altro fattore da considerare per ottenere un criterio più equo ed efficiente per misurare lo sviluppo: la mobilità intergenerazionale. I risultati di un noto studio (D. Checchi, A. Ichino, A. Rustichini. 1999) sul confronto tra Paesi in termini di sviluppo, “More equal but less mobile? Education financing and intergenerational mobility in Italy and USA”, rivelano un’Italia più eguale ma meno mobile rispetto agli Stati Uniti. La scarsa mobilità intergenerazionale in Italia 8
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Analisi dei criteri di misurazione dello sviluppo come libertà

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Santovito
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Scienze Manageriali
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Ernesto Savaglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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