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Il mantenimento della funzione renale residua influenza l’outcome dei pazienti in emodialisi?

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9 tra 2.6 e 5.5 mmol/L il rischio sale al 39%. 8 Sebbene sia noto da anni che nei soggetti con IRC il sistema vascolare sia interessato da estese calcificazioni, solo di recente, grazie a numerose evidenze sperimentali, è emerso che il processo di calcificazione non è un meccanismo passivo di deposizione di cristalli di idrossiapatite, ma è un meccanismo attivo che coinvolge sistemi molecolari e cellulari tipici dell’osteogenesi. 9 Nel diabete mellito e nell’uremia molti stimoli, ancora non del tutto chiari, inducono l’attivazione delle cellule muscolari lisce vascolari (CMLV) e di miofibroblasti dell’avventizia. Queste cellule diventano cellule tipo osteo/condrociti ed esprimono geni regolatori tipici della differenziazione ossea e cartilaginea. 10 Inoltre, numerosi fattori sistemici possono essere responsabili dell’alta prevalenza e dell’estensione delle calcificazioni vascolari presenti nell’uremia quali i processi aterosclerotici, il diabete mellito stesso e l’ipertensione arteriosa. Il metabolismo minerale nell’ESRD può anche essere alterato dalle terapie normalmente utilizzate in dialisi per controllare l’iperparatiroidismo secondario. Molti pazienti in trattamento dialitico seguono terapie comprendenti vitamina D e calcio carbonato o acetato per ridurre l’assorbimento intestinale di fosforo, ripristinare i livelli di calcemia e sopprimere la secrezione di PTH. Vari studi hanno dimostrato un’associazione tra le dosi di chelanti del fosforo a base di calcio e le calcificazioni vascolari, probabilmente dovute a un sovraccarico di calcio e al conseguente aumento del prodotto Ca x P. 11 Inoltre, nei pazienti affetti da IRC sembra esserci una riduzione di uno dei più importanti inibitori sistemici della calcificazione: la fetuina A. Si tratta di una proteina negativa di fase acuta (l’opposto della proteina C reattiva, PCR) che riduce la formazione di cristalli di calcio in soluzioni in vitro. Topi knock-out per la fetuina A
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Il mantenimento della funzione renale residua influenza l’outcome dei pazienti in emodialisi?

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Palmieri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e chirurgia
  Relatore: Daniele Maria Cusi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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Parole chiave

clearance creatinina
diuresi
emodialisi
funzione renale residua
outcome
pre-dialisi

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