Il mantenimento della funzione renale residua influenza l’outcome dei pazienti in emodialisi?

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11 1.3. Disfunzione endoteliale L’endotelio è dotato di attività autocrina e paracrina e rappresenta il maggiore regolatore dell’omeostasi vascolare, esercitando numerosi effetti vasoprotettivi come la vasodilatazione, l’inibizione della risposta infiammatoria e la soppressione della crescita delle cellule muscolari lisce vascolari. La disfunzione endoteliale è una condizione fisiopatologica caratterizzata da una perturbazione delle funzioni omeostatiche delle cellule endoteliali che favoriscono fenomeni di vasospasmo, trombosi, proliferazione intimale, infiammazione e rottura delle placche, aventi come risultato l’ischemia tissutale, l’aterotrombosi e l’infarto. La disfunzione endoteliale svolge quindi un ruolo centrale nella patogenesi delle malattie cardiovascolari. In corso di IRC l’endotelio rappresenta un importante bersaglio delle tossine uremiche e numerosi studi rivolti a spiegare l’alta prevalenza delle malattie cardiovascolari in corso di insufficienza renale cronica hanno dimostrato la stretta associazione tra disfunzione endoteliale, infiammazione e aterosclerosi. I pazienti affetti da IRC presentano un quadro di aterosclerosi accelerata. Una delle cause di tale processo è proprio rappresentata dalla disfunzione endoteliale che innesca l’aumento della permeabilità endoteliale, l’aggregazione piastrinica, l’attivazione dell’adesione leucocitaria e la sintesi di citochine. Ogni fase del processo aterogenetico è mediata da macrofagi e da linfociti T, mentre i granulociti sono scarsamente rappresentati. L’attivazione di questi elementi cellulari determina il rilascio di enzimi idrolitici, citochine e fattori di crescita che perpetuano il danno vascolare e portano a fenomeni di necrosi focale. Si instaura così un circolo vizioso che porta alla formazione di tessuto fibroso che forma un cappuccio (fibrous cap) intorno ad un core lipidico e detriti necrotici.

Anteprima della Tesi di Nicola Palmieri

Anteprima della tesi: Il mantenimento della funzione renale residua influenza l’outcome dei pazienti in emodialisi?, Pagina 9

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Nicola Palmieri Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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