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La Politica Europea di Sicurezza e di Difesa. Dal fallimento della CED al trattato di Lisbona e prospettive di evoluzione.

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preambolo sottolinea al contempo il carattere unico dell’Atto, il quale raggruppa le disposizioni comuni relative alla cooperazione nel settore della politica estera e alle Comunità europee. Infine, mette in luce i due obiettivi della revisione dei trattati, ossia: migliorare la situazione economica e sociale, approfondendo le politiche comuni e perseguendo nuovi obiettivi e assicurare un migliore funzionamento delle Comunità. Nel titolo III l’art. 30 prevede che: “Gli Stati membri si devono adoperare per definire e attuare in comune una politica estera europea. A tal fine, si impegnano a consultarsi sulle questioni di politica estera che potrebbero presentare un interesse per la sicurezza degli Stati membri”. La Presidenza del Consiglio europeo (formalizzata in questo trattato) è inoltre responsabile in materia di iniziativa, di coordinamento e di rappresentanza degli Stati membri nei confronti dei Paesi terzi in questo settore. Questo art. sarà abrogato con la firma del trattato di Maastricht (sostituito dal titolo V), ma alcuni suoi punti essenziali evidenziano la volontà di realizzare una cooperazione politica più stretta tra gli Stati membri sulle questioni di politica estera, raccogliendo tutte le dichiarazioni precedentemente adottate in materia (rapporto Davignon, rapporto di Londra, dichiarazione di Stoccarda). Par. 1: “Le Alte parti contraenti, membri delle Comunità europee, si adoperano per definire e attuare in comune una politica estera europea”. Par. 2a: “Le Alte parti contraenti s'impegnano ad informarsi reciprocamente e a consultarsi in merito ad ogni problema di politica estera di interesse generale, per assicurare che la loro influenza congiunta si eserciti nel modo più efficace attraverso la concertazione, la convergenza delle loro posizioni e la realizzazione di azioni comuni”. L’Atto istituisce dunque la procedura di cooperazione politica europea (CPE) accanto a quella comunitaria la quale rafforza la posizione del Parlamento europeo nel dialogo interistituzionale, conferendogli la possibilità di una doppia lettura delle proposte legislative (art. 30, par. 4). Le disposizioni adottate nell’AUE non intervengono nelle eventuali forme di cooperazione sulla sicurezza degli Stati membri con l’Unione europea occidentale (UEO) o la NATO, ma coesistono con le stesse. (art. 30, par. 6c). La Presidenza della cooperazione politica (CPE), viene ricoperta dalla carica del Presidente del Consiglio europeo ed ha il compito di curare la ricerca ed il mantenimento della coerenza nella definizione della politica estera (art. 30, par. 10). Inoltre l'AUE sancisce formalmente l'esistenza del Consiglio europeo, istituzionalizzando così le conferenze o vertici dei Capi di Stato e di Governo. Tuttavia, le competenze di 10
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La Politica Europea di Sicurezza e di Difesa. Dal fallimento della CED al trattato di Lisbona e prospettive di evoluzione.

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Informazioni tesi

  Autore: Pierpaolo Giuseppini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Marittime e Navali
  Corso: Diritto dell'Unione Europea
  Relatore: Luca D'Antilio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

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