Emergenza, cittadinanza, esclusione. Un'analisi antropologica della gestione politica dei campi nomadi.

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4 della sovranità era il bene comune, che però coincideva fondamentalmente con l’obbedienza alla legge e, quindi, con la sottomissione alla sovranità stessa. L’arte di governo si “sblocca”, si rende autonoma dal potere sovrano solo quando emerge un nuovo soggetto cui rivolgersi: la popolazione. Tale arte di governo si configura allora come potere razionale che agisce secondo regole che gli sono proprie e che non derivano da leggi naturali o divine e che ha come fine quello di migliorare le sorti della popolazione. Ecco allora la rottura: mentre il fine della sovranità le era implicito, quello del governo risiede essenzialmente nelle cose che dirige. Emerge quindi questo nuovo potere che è essenzialmente disciplinare e che è esterno alla sovranità; le discipline, infatti, non sostengono un discorso che deriva dalla legge, ma si riferiscono alla norma. Le tecniche disciplinari instaurano un potere basato essenzialmente sul corpo; il potere non è onnisciente e proprio per questo deve produrre forme d’indagine, strumenti di controllo. Le discipline organizzano allora tecnologie di sorveglianza, gerarchie, ispezioni, relazioni sui corpi al fine di aumentarne la forza vitale e l’esercizio. Durante il XIX secolo le tecniche disciplinari così concepite, vengono integrate in un nuovo tipo di potere che non si configura più come disciplinare in quanto non si applica più al corpo, ma alla vita biologica dell’uomo e che in quanto tale può essere definito biopotere. A differenza della disciplina questo potere non lavora più sul corpo individuale, ma agisce su meccanismi globali così da ottenere dei risultati di riequilibrio. Il potere biopolitico è un tipo di potere che si fa carico, quindi, della vita, ma in quest’ottica che ruolo ha allora la morte che pure aveva tanta importanza all’interno dell’esercizio della sovranità? Questo è ciò che Foucault si chiede in “Bisogna difendere la società” 4 :la morte come termine della vita diventa in questo caso anche termine del potere dal momento in cui questo si riferisce alla vita come suo oggetto privilegiato; essa si situa al di fuori del potere, l’unico modo in cui il potere si può riferire alla morte è a livello globale, come mortalità in riferimento alla popolazione. E’ questa la 4 Foucault 1998: 219 e seg.

Anteprima della Tesi di Lucia Patano

Anteprima della tesi: Emergenza, cittadinanza, esclusione. Un'analisi antropologica della gestione politica dei campi nomadi., Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lucia Patano Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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