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L'adesione della Comunità europea alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

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7 CAPITOLO 1: LA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA’ EUROPEE 1.1. “Diritti dell’uomo”: un tentativo di definizione Il primo problema che dovrebbe essere brevemente affrontato è quello della definizione di “diritti dell’uomo”. Nell’ordine giuridico interno i differenti sistemi giuridici si riferiscono tanto alla nozione di diritti fondamentali che a quella di diritti dell’uomo o di libertà pubbliche, la cui equivalenza è dubbia; i termini variano da un testo all’altro, e la confusione aumenta con l’incorporazione nel diritto interno di convenzioni internazionali che si riferiscono ai diritti dell’uomo o, indifferentemente, alle libertà fondamentali, se non ad entrambi, come fa la Convenzione europea per i diritti umani. Gli studi dedicati ai diritti fondamentali non suggeriscono alcuna definizione21: questo silenzio può essere giustificato dall’assimilazione della nozione di diritti fondamentali a quella di diritti dell’uomo22. Anche quest’ultima è però una definizione molto vaga23. I diritti dell'uomo costituiscono inoltre una classe variabile che si è modificata e va modificandosi col mutare delle condizioni storiche e culturali24. Di fronte ai problemi posti da una definizione univoca, non possiamo che affermare che il problema sostanziale relativo ai diritti dell’uomo è oggi non tanto quello di definirli, o di giustificarli, quanto quello di proteggerli25. 21 Un’eccezione è rappresentata da M. H. MENDELSON, The European The European Court of Justice and Human Rights, YEL, 1981, p. 126, che distingue quattro tipi di diritti: i diritti civili e politici, i diritti economici e sociali, i principi di giustizia amministrativa e i cd. “fundamental Community rights”. Anche L. DUBOIS, Le rôle de la CJCE. Object et portée de la protection, RIDC, 1981, p. 608, tenta di circoscrivere il contenuto materiale dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Corte di Giustizia nei principi di uguaglianza, libertà e proprietà, oltre ai diritti che hanno come scopo quello di garantire la sicurezza giuridica dei cittadini comunitari. L’Autore inoltre invita a non confondere il concetto di diritto fondamentale con i principi di diritto, una delle fonti formali del diritto comunitario, che hanno uno spettro infinitamente meno esteso dei diritti fondamentali. 22 F. DI BUCCI, Droits fondamentaux in A. BARAV e C. PHILIP, Dictionnaire juridique des Communautées européennes, Paris, 1993, p. 412, rileva esplicitamente che nel diritto comunitario l’espressione “diritti fondamentali” è generalmente utilizzata come sinonimo di “diritti dell’uomo”. L’assimilazione è però più spesso implicita: v. P. PESCATORE, Les droits de l’homme et l’intégration européenne, CDH, 1968, p. 629 e sgg.; G. COHEN JONATHAN, La Cour de Communautés européennes et les droits de l’homme, RMC, 1978, p. 74 e sgg., suggerisce di confrontare le costituzioni o la CEDU per riconoscere i diritti che meritano la qualifica di fondamentali, ma fa notare che il catalogo di diritti fondamentali riconosciuti nell’ordine giuridico comunitario non si confonde con quelli delle costituzioni e delle convenzioni internazionali. 23 N. BOBBIO, ne L’età dei diritti, Torino, 1992, p. 5 e sgg., sottolinea come la maggior parte delle definizioni di diritti dell’uomo siano tautologiche; se si aggiunge qualche riferimento al contenuto, non si può fare a meno di introdurre qualche termine di valore: “il fondamento di diritti, di cui si sa soltanto che sono condizioni per la attuazione di valori ultimi, è l’appello a questi valori ultimi” che, a loro volta, non si giustificano, si assumono. I valori ultimi, inoltre, sono antinomici e in quanto tali, non possono realizzarsi tutti globalmente e contemporaneamente. 24 P. WACHSMANN, Les droits de l'homme, Paris, 1995, p. 40, sottolinea quanto sia problematico parlare di universalità dei diritti dell'uomo; riportando una formula di B. Edelman, l’Autore osserva che parlando di universalità dei diritti dell'uomo noi pretendiamo di “universalizzare la nostra universalità”. Ciò vale soprattutto per la concezione occidentale dei diritti dell'uomo, che ha "vocation à l'universalité, mais qu'elle ne l'a qu'à ses propres yeux - et aux yeux de ceux qui y adhèrent". 25 N. BOBBIO, op. cit., p. 16.
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L'adesione della Comunità europea alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

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Informazioni tesi

Autore: Maria Teresa Capula
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 1997-98
Università: Università degli Studi di Sassari
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: StefaniaBariatti
Lingua: Italiano
Num. pagine: 88

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