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Crimini internazionali e rilevanza dell'ordine superiore

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ebbe la forza. Le vittime dei primi autocarri provenivano dal carcere di Via Tasso, le altre dal carcere di Regina Coeli. Ivi si trovava il Ten. Tunath, accompagnato dall'interprete Ten. Koffler del comando di polizia tedesca di Roma, il quale provvedeva a fare avviare alle Cave Ardeatine i detenuti del terzo braccio a disposizione dell'autorità militare tedesca. Ultimato il prelevamento di questi detenuti, il Tunath si rivolse al Direttore del carcere per avere i cinquanta che erano a disposizione della polizia italiana e che, secondo precedenti accordi, dovevano essere consegnati dal Questore Caruso. Poiché ancora non era giunta la lista se ne fece richiesta telefonica al Caruso. Il tempo trascorreva senza che giungesse tale lista. Il Tunath telefonò ancora alla Questura e parlò con il Commissario Alianello, al quale violentemente disse “che se non si mandava subito l'elenco avrebbe preso il personale carcerario.” 11 Dopo un pò di tempo il Tunath, stanco di aspettare, cominciò a prelevare dei detenuti in maniera indiscriminata. Poco dopo, sull'imbrunire, arrivò il Commissario Alianello con una lista di cinquanta nomi datagli dal Questore Caruso, che consegnò al Direttore del Carcere. Questi cancellò undici nomi, precisamente quelli indicati con i numeri progressivi da 40 a 49 e con i numeri 21 e 27 e li sostituì con altri undici nomi relativi a persone che già erano state portate dal Ten. Tunath e che non erano comprese nella lista. La cancellatura degli ultimi nominativi della lista fu determinata dal fatto che la compilazione di questa era stata fatta iniziando dalle persone ritenute più compromesse per continuare con quelle che si trovavano in posizione migliore; il depennamento dei nomi indicati con i numeri 21 e 27 venne effettuato invece perché una persona era gravemente e l'altra non era reperibile. Il Kappler, dopo circa mezz'ora dall'inizio dell'esecuzione e dopo aver partecipato ad una fucilazione, si allontanò recandosi all'ufficio in Via Tasso. L’esecuzione ebbe termine alle ore 19 circa. Subito dopo si fecero brillare delle mine, chiudendosi in questo modo quella parte della cava nella quale i cadaveri, ammucchiati fino all'altezza di un metro circa, occupavano un breve spazio. Il giorno successivo, il 25 marzo, il Cap. Schutz e il Cap. Priebke riferivano al Kappler che da un riesame delle liste, risultavano che i fucilati erano 335. Il secondo di quegli ufficiali spiegò che la fucilazione di cinque persone in più rispetto al numero stabilito dal Kappler era dovuto al fatto che nella lista del Questore Caruso le vittime non erano segnate con un numero progressivo ed erano cinquantacinque invece di cinquanta. 11 Per la ricostruzione fattuale, così come accertata durante i processi a carico di Herbert Kappler ed Erich Priebke, cfr. la sentenza del Tribunale Militare Territoriale di Roma, in data 20.07.1948, e la sentenza del Tribunale Militare di Roma, in data 22.07.1997, in Rassegna Giustizia Militare, consultabile online all’indirizzo www.difesa.it, sito del Ministero della Difesa. 10
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Crimini internazionali e rilevanza dell'ordine superiore

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Mattiuz
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: EmanuelaFronza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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Parole chiave

crimini di guerra
dovere di obbedienza
esimenti
manifesta criminosità
ordine del superiore
priebke

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