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Il caso Federico Moccia: le ragioni di un successo che stenta a varcare i confini

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9 I. 2. PROPRIETÀ DELL’OPERA Le tre opere di Federico Moccia Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te e Scusa ma ti chiamo amore sono molto simili per tematiche, linguaggio e caratteristiche stilistiche. Ho voglia di te è il seguito di Tre metri sopra il cielo, mentre il terzo Scusa ma ti chiamo amore, è una storia a parte con trama e personaggi differenti. Le tre narrazioni, diverse tra loro per le dinamiche delle vicende, hanno in comune il tema amoroso, incarnato in tutti i libri attraverso relazioni adolescenziali che si intersecano e si confrontano con quelle degli adulti. Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te raccontano la vicenda amorosa che lega Step, diciannovenne violento e tormentato, a Babi, diciassettenne studentessa modello, educata e rispettosa. Scusa ma ti chiamo amore ha per oggetto ancora una vicenda sentimentale, di cui sono protagonisti un’adolescente di diciassette anni esuberante e indipendente, Niki, e un uomo di trentasette insicuro ed immaturo, Alex. Tutti e tre i testi ricostruiscono il contesto in cui sono inseriti i personaggi, divisi tra la scuola, l’ambiente lavorativo, la famiglia e le amicizie. Ogni soggetto svolge una funzione ben precisa nella vicenda principale. Non ci sono invece, volutamente, riferimenti a circostanze storiche e politiche. Tutta l’opera di Federico Moccia presenta le seguenti caratteristiche: ξ tema amoroso (per lo più adolescenziale); ξ situazioni semplici, comuni, che potrebbero appartenere all’autobiografia di chiunque 6 ; ξ ambientazione romana; ξ riferimenti a particolari empirici precisi che producono effetto di realtà: citazioni di marche, slang giovanili, luoghi generazionali reali ecc; ξ linguaggio semplice, parlato, simile a quello di una sceneggiatura cinematografica, come indica la frequenza dei dialoghi. Lo sviluppo della narrazione è affidato più al susseguirsi degli eventi che all'introspezione: 6 « […] Secondo me Moccia riesce perfettamente a percepire alcuni meccanismi della vita che le persone amano veder trascritti. Ha di geniale il modo tutto suo di rendere alcuni dettagli nelle reazioni dei personaggi che, a parer mio, rispecchiano la vita reale. A volte scrive delle battute in cui il personaggio ha delle reazioni con cui è semplice identificarsi come: “Non lo chiedo direttamente perché mi vergogno”. Forse proprio questa capacità di trascrivere delle sensazioni con cui le persone convivono abitualmente funziona. Parla di sensazioni che si provano, ma che magari nella vita reale non si dicono perché ci si vergogna, ad esempio» (APPENDICE I, INTERVISTA AD ANAÏS BOKOBZA, traduttrice di Ho voglia di te per Calmann-Lévy).
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Il caso Federico Moccia: le ragioni di un successo che stenta a varcare i confini

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Informazioni tesi

  Autore: Monica Galassi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere
  Corso: Percorso di formazione umanistica generale
  Relatore: Anna Maria Boschetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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