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La figura paterna

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3 In un primo momento le ricerche sullo sviluppo psichico del bambino si sono focalizzate sullo studio del rapporto con la madre, considerato il più importante, perlomeno nei primi anni di vita. Nel secondo capitolo prendo, quindi, in esame alcuni degli autori che si sono dedicati allo studio di questo legame e in particolare Freud, Klein, Winnicott, Mahler, Bowlby e Stern. Nel trattare questi studiosi considero anche la loro posizione rispetto alla figura paterna, vista generalmente come secondaria e marginale. Nel terzo capitolo illustro il cambiamento di prospettiva che è avvenuto tra gli anni ’60 e ’70, portando diversi studiosi a prendere in esame, non solo la relazione del bambino con la madre, ma anche tutte le altre che egli è in grado di costruire sin dalla nascita nei vari contesti di vita, in primo luogo quella con il padre. Innanzitutto prendo in considerazione il modello ecologico dello sviluppo di Bronfenbrenner (1979): il bambino è inserito in diversi sistemi che egli influenza e dai quali è influenzato. Questo significa che sullo sviluppo del piccolo influiscono diversi fattori e, soprattutto, diversi individui. Schaffer e Emerson (1964) dimostrano poi che il bambino è in grado di stabilire altre relazioni significative oltre a quella con la mamma ed introducono il termine caregiver, con il quale ci si riferisce a quella persona che si prende cura del bambino e che non è necessariamente la madre. Altro ambito di ricerca interessante è quello dei legami di attaccamento. Superato il concetto monotropico, diversi studi dimostrano come il bambino sia in grado di stabilire una relazione d’attaccamento anche con il padre e altre persone presenti nella sua vita. Nonostante nei testi si parli spesso della madre come figura di riferimento principale, il padre non assume più solo un ruolo di sostegno: egli influenza la costruzione degli Internal Working Models del bambino e può determinare una modificazione di quelli della sua compagna. A questo punto prendo in esame due diverse interpretazioni del ruolo del padre (modello compensativo e del meccanismo protettivo) elaborate da G. Attili (2001), la quale mette in evidenza la complessa rete di relazioni che si sviluppano all’interno del contesto familiare. Un ulteriore sviluppo nell’ambito dello studio della figura paterna si è avuto con il ‘Triangolo primario’, che consiste in una tecnica d’indagine. Questo strumento prevede che i genitori giochino con il figlio come farebbero normalmente, rispettando, però, delle configurazioni di gioco: madre-bambino; padre-bambino; tre insieme; madre-padre. Ciò che si va ad analizzare è la capacità della triade di coordinarsi ed aiutarsi reciprocamente. Nelle osservazioni gli studiosi hanno, perciò, spostato l’attenzione sulla triade padre-madre-bambino, scoprendo che il piccolo possiede delle competenze triangolari anche a tre mesi di vita.
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La figura paterna

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Malizia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Morena Muzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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