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Mobilità sostenibile: linee-guida per la città di Torino e proposte per raggiungere il Design Center a Mirafiori

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9 […] ESEMPIO CAPITOLO 4 […] 4.4 – Casi studio 4.4.1 – Drachten e lo “spazio condiviso” In Olanda, da più di venti anni, è in corso un programma sperimentale di deregolamentazione del traffico che mira ad eliminare semafori e cartelli stradali per aumentare la sicurezza. Tutto è nato dopo il 1974, quando in Olanda ci fu un record negativo di incidenti mortali sulle strade, così si incominciarono a studiare le cause del problema. L’ingegnere ed ideatore del progetto rivoluzionario chiamato Shared Space, in italiano spazio condiviso, fu Hans Monderman che cominciò con la cittadina di Oudehaske, nel 1985, le prime applicazioni delle sue teorie. Altri piccoli centri abitati ebbero coraggio di credere a Monderman negli anni successivi, compresa la cittadina di Drachten (44.000 abitanti circa), il caso più conosciuto di Shared Space. Qui, tra il 2000 e il 2001, venne completamente rivista la regolamentazione della mobilità urbana, ben quaranta incroci vennero rivisti ed i risultati parlano chiaro: una riduzione drastica degli incidenti, meno feriti e meno decessi (un solo morto contro i cinque dell’anno precedente). Ecco cosa sostiene Monderman: “Anche se può sembrare strano, i semafori e la segnaletica stradale non sempre servono. A volte, anzi, sono controproducenti. […] Il mio obiettivo era cercare di fare in modo che gli automobilisti riducessero la velocità di marcia. Ma visto che i divieti da soli non funzionavano, ho deciso di scommettere sulle persone, responsabilizzandole. E adesso posso tranquillamente dire che ho vinto la scommessa”. Infatti anche per quanto riguarda la velocità è stato dimostrato, attraverso le rilevazioni fatte agli incroci riprogettati, che chi percorreva a 60 km/h una intersezione ora lo fa a 30 km/h. Questo avviene naturalmente, senza alcun bisogno di cartelli stradali e semafori, poichè la mancanza di segnaletica prende in contropiede pedoni ed automobilisti e li mette sull'attenti, tutti rallentano e controllano, in ogni direzione, se c’è qualche altro utente presente. Oltre ai dati numerici relativi agli incidenti, è stato studiato che i cartelli stradali vengono ignorati inconsciamente nel 70% dei casi. Un’altra statistica prende in considerazione la sostituzione dei semafori con le rotatorie (altro elemento sempre presente nei progetti di spazio condiviso), le quali riducono i punti di conflitto 3 di ben quattro volte rispetto ai consueti incroci semaforici; inoltre riducono la velocità, la gravità degli incidenti, i tempi di attesa e quindi anche i consumi e le emissioni. Oltre all’eliminazione della segnaletica ed all’uso delle rotatorie, Monderman utilizza piazze con pavimentazione di colore diverso e luci segnaletiche poste non troppo in alto per garantire anche la sicurezza dei bambini. Dopo l’Olanda, la stessa Unione Europea ha promosso la riprogettazione di alcuni paesi secondo le regole dello Shared Space con interventi in Germania, Belgio e Danimarca. 3 per punto di conflitto si intende la possibilità di avere un incidente, ad esempio in un incrocio, con correnti di traffico diverse.
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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Garbolino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Disegno industriale
  Relatore: Paolo Tamborrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

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