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Disorganizzazione dell'attaccamento ed esiti psicopatologici lungo il ciclo di vita

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9 essersi ricongiunti alla figura di attaccamento si calmano e tornano all’attività di esplorazione. La madre è, per questi bambini, un punto di riferimento meritevole di competa fiducia, grazie alle sue caratteristiche di sensibilità e responsività 3 . Gli altri tipi di attaccamento sono invece denominati insicuri: il tipo “A”, o insicuro evitante, è tipico di bambini che non mostrano disagio al momento della separazione, ma proseguono nell’attività esploratoria e, al ritorno della madre, reagiscono ignorandola ed evitandone la vicinanza fisica. Le madri di questi bambini manifestano una sorta di rifiuto per l’attaccamento ed avversione per il contatto fisico, per questo motivo il piccolo si comporta come se avesse compreso che il modo più funzionale per comunicare con il caregiver sia mostrare il meno possibile richieste di aiuto o espressioni di sofferenza. (Caviglia, 2003). Sono caratterizzati invece da un attaccamento di tipo “C”, o insicuro resistente/ambivalente, quei bambini che durante tutta la procedura sembrano preoccupati verso il genitore, tanto che il comportamento esploratorio è meno presente. Alla separazione reagiscono con sgomento, spesso piangendo e rincorrendo la figura di attaccamento, e, al ritorno di quest’ultima, si mostrano arrabbiati nei suoi confronti e non si calmano. Le loro madri sembrano incapaci di contenimento emotivo ed imprevedibili: sensibili e comprensive in modo incostante, a tratti intrusive, a tratti assenti. Il bambino resistente/ambivalente impara che non può fidarsi delle informazioni cognitive, poiché spesso sono per lui ingannevoli, così adotta strategie prevalentemente emotive. (Caviglia, 2003). Ciò che accomuna gli stili appena descritti è la presenza, anche in caso di attaccamento insicuro, di una strategia, facilmente individuabile, utilizzata dai piccoli per rispondere alle esigenze di attaccamento. Ma nella classificazione di Mary Ainsworth, una parte dei bambini osservati aveva comportamenti che non rientravano in nessuna delle categorie sopraelencate, e, per questo motivo, vennero ritenuti inclassificabili: si tratta dei bambini in seguito chiamati “D”, con attaccamento disorganizzato/ disorientato, bambini che mancavano, quindi, di qualsiasi organizzazione del sistema dell’ attaccamento. 3 Il termine responsività indica la capacità, da parte del caregiver, di cogliere i bisogni del bambino e di sapervi rispondere in maniera adeguata.
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Disorganizzazione dell'attaccamento ed esiti psicopatologici lungo il ciclo di vita

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Grisi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Silvana Patti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

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