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La comunicazione massmediologica nel fumetto: un'analisi

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~ 11 ~ anticipava qui solo di pochi anni la sua opera di gran lunga più famosa, apparsa sempre su Fliegende Blätter nel 1865, ossia Max und Moritz, storia di due monelli (ascendenti diretti dell’opera fumettistica fondamentale di Rudolph Dirks, Katzenjammer kids). In Inghilterra il primo eroe disegnato apparve il 14 agosto 1867 sulla rivista settimanale di giochi e fumetti Judy, disegnato da Isabelle Emilie de Tessier sotto lo pseudonimo di Marie Duval, su testi di Charles Henry Ross. Fu il primo eroe a fumetti pubblicato con una certa regolarità. Si trattava di un ometto, Ally Sloper, assillato dall’idea di far soldi in fretta, escogitando metodi che portavano a un’inevitabile e sistematica catastrofe: tanto che era così chiamato per la sua abitudine di svignarsela al momento di pagare l’affitto (“to slope” in inglese può voler dire appunto “svignarsela, squagliarsela, svanire”). Le sue avventure, imperniate su tali situazioni buffe, divennero in breve tempo il simbolo di quelle vissute in epoca vittoriana da tanti poveracci assillati dai debiti, riscuotendo un successo tale da indurre l’editore a dedicargli un giornale a fumetti tutto suo, il poi famoso “Ally Sloper’s Half-Holiday” che avrebbe cominciato la pubblicazione il 3 maggio 1884. Ally Sloper fu senza dubbio il più famoso fra i personaggi di tipo fumettistico del suo tempo. Poco tempo dopo, precisamente nel 1874, James Henderson, editore del Weekly Budget, pubblicò, con l’edizione natalizia del suo giornale, un supplemento di giochi e storielle disegnate, intitolato Funny Folks; questo extra di otto pagine divenne così popolare da indurne la trasformazione in settimanale autonomo, che nonostante sopravvisse per vent’anni e benché stabilisse il formato dei fumetti e caratterizzasse alcune strisce, non creò mai un personaggio umoristico fisso. La successiva pietra miliare fu Comic Cuts (1890) di Alfred Hamsworth che divenne un vero boom fumettistico. Qualche anno dopo, la prima grande serie creata apposta per i fumetti fu “Weary Willie and Tired tim” di Tom Browne, pubblicato su “Illustrated Chips” il 16 maggio 1896. Si trattava delle buffe vicende di due straccioni, specie di Stanlio e Ollio, che divennero talmente popolari da dare origine nel fumetto britannico a un intero filone di vagabondi. In effetti, di Browne si può dire che, più che a
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La comunicazione massmediologica nel fumetto: un'analisi

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Talassi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Franco Bonazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 235

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