La comunicazione massmediologica nel fumetto: un'analisi

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~ 8 ~ romani, le Bibbie Pauperum e le vicende di Superman, Tex e degli altri eroi della cultura di massa. I limiti di questa linea di pensiero nascono per esempio, dal fatto che vengono isolati solo uno o due elementi «prescelti» per poter definire somiglianze e differenze ma, soprattutto, da un’interpretazione del concetto di messaggio a livello filologico, in cui esso è definibile come una comunicazione trasmessa da un essere umano all’altro o, nella migliore delle ipotesi, da alcuni individui a un gruppo. Ma se ripensiamo alla cronaca medioevale (o a quella egiziana e romana) vediamo che era un mezzo di comunicazione solo nel senso che rendeva i lettori, o spettatori, partecipi delle glorie del loro re o della loro città; di volta in volta riconfermava il carattere sacro e perenne di certe istituzioni e credenze e, per la logica interna della concezione del mondo di quelle società, si poneva come testimonianza, per i secoli futuri, di un’esperienza collettiva. Ecco che allora, si giunge a quella che, secondo chi scrive è la differenza principale tra l’arte popolare del passato e i comics della civiltà di massa, di cui bisognerebbe sempre tenere conto all’atto di una discussione sulla probabile nascita del nostro medium, ed è il fatto che da quelle forme di «documentazione», in cui del resto la fantasia dell’artista poteva sbizzarrirsi a volontà, era assente sia il concetto di pubblico che quello ben più decisivo di scambio. Infatti il messaggio, così com’è inteso dall’ideologia della società di massa, non è un dialogo e distanza che tende ad assicurare la partecipazione a qualche esperienza comune, ma una tecnica il cui fine è di strappare ad ogni costo l’assenso. I mezzi d comunicazione si rivolgono a un tipo di uomo che è psicologicamente condizionato a ricevere messaggi a senso unico, a «consumare» immagini che egli acquista col suo denaro e da cui pretende un compenso psicologico, uno sfogo, un’evasione da una dipendenza sempre più ferrea e incomprensibile, insomma un continuo scambio che nel passato non era minimamente proponibile. Nella società integrata, il pubblico è, da un lato, oggetto di manipolazione e, dall’altro, depositario dei diritti del cliente il quale, in cambio della sua decisione di acquistare vuole essere soddisfatto. Perciò, ogni paragone dei comics con le figurazioni «in sequenza» del passato non ha significato che per la

Anteprima della Tesi di Ivan Talassi

Anteprima della tesi: La comunicazione massmediologica nel fumetto: un'analisi, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ivan Talassi Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

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