Politica e utopia tra Machiavelli e Campanella

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3 I. Il Principe In questa parte del mio lavoro di tesi tratterò dell’opera De Principatibus di Niccolò Machiavelli 1 . Il trattato in questione fa parte della tradizione politica realista, una delle due presenti nel dibattito politico rinascimentale, mentre l’altro filone è quello idealista che tratteremo nella parte su Campanella. L’opera fu composta nel 1513 e si divide in 26 capitoli più la dedica iniziale a Lorenzo dei Medici. La struttura del trattato è facilmente definibile ed in essa possiamo individuare tre nuclei tematici portanti ed altrettanti nuclei indipendenti, rappresentati dagli ultimi tre capitoli. Andando nello specifico, l’opera si può suddividere in tal modo: i capitoli dall’1 all’11 ci parlano delle varie tipologie di principati, i capitoli dal 12 al 14 trattano delle armi, quelli dal 15 al 23 delle qualità che deve dimostrare di avere il principe; infine vengono gli ultimi tre capitoli del testo che sono appendici autonome. In particolare il capitolo 24 applica tutto quello che si è detto in precedenza alla situazione dell’Italia dell’epoca e ci fa capire perché i principi italiani hanno perso i loro stati; il capitolo 25 ci parla del ruolo della fortuna nelle vicende umane ed infine il capitolo 26 auspica la venuta di un principe nuovo che liberi l’Italia dal giogo straniero. Nel trattato possiamo individuare tre piani espositivi che s’intrecciano tra loro. Innanzitutto ci troviamo di fronte ad un trattato politico, a una serie di consigli politici per i principi italiani e al tentativo dell’autore di farsi riammettere alla vita politica attiva della città di Firenze. Lo stile dell’opera machiavelliana si dibatte tra due tendenze, una più concreta ed un'altra che ricorre anche a metafore suggestive. L’intento dell’autore è quello di cercare un equilibrio tra le due. Ovviamente ricchissimi sono gli spunti condensati in questi 26 capitoli e qui possiamo analizzarli in generale prima di addentrarci in un'analisi più particolareggiata dell'opera. 1 Su N. Machiavelli ci si limita a rimandare a: G. Inglese, Per Machiavelli. L'arte dello stato, la cognizione delle storie, Roma, Carocci, 2006; E. Cutinelli-Rendina, Introduzione a Machiavelli, Roma-Bari, Laterza, 2003; C.Y. Zarka - T. Menissier, Machiavel. Le prince ou le nouvel art politique, Paris, Puf, 2001; G. Inglese, Introduzione a N. Machiavelli, Il Principe, Torino, Einaudi, 1995, pp. V-XLV; E. Garin, Aspetti del pensiero di Machiavelli, in Id., Dal Rinascimento all'Illuminismo. Studi e ricerche, Firenze, Le Lettere, 1993, pp. 43-72 e Id., Machiavelli tra politica e storia, Torino, Einaudi, 1983. Su Machiavelli nel più ampio contesto culturale del XVI secolo, cfr. Q. Skinner, Machiavelli, Bologna, Il Mulino, 1999; G. Procacci, Machiavelli nella cultura europea dell'età moderna, Roma-Bari, Laterza, 1995; G. Felix, Machiavelli e il suo tempo, Bologna, Il Mulino, 1988; G. Sasso, Niccolò Machiavelli. Storia del suo pensiero politico, Bologna, Il Mulino, 1980 e E. Garin, Machiavelli pensatore, Amministrazione provinciale di Firenze, 5° centenario della nascita di Niccolò Machiavelli: conferenza tenuta a Firenze in Palazzo Riccardi, Sala di Luca Giordano, sabato 8 novembre 1969, Firenze, Amministrazione provinciale, 1969, pp. 5-34.

Anteprima della Tesi di Dario Gallotta

Anteprima della tesi: Politica e utopia tra Machiavelli e Campanella, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Dario Gallotta Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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