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L'impetizione come forma di relazione nell'organizzazione del lavoro

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MAURIZIO LANCELLOTTI L‟IMPETIZIONE COME FORMA DI RELAZIONE NELL‟ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO 5/85 rappresenta nella intrapresa capitalistica – in senso hegeliano come fatica del concetto da un lato e come espressione della creatività umana dall‟altro. Ebbene, questa consapevolezza da sola non era tuttavia stata sufficiente affinché io interrompessi il processo di pensiero e mi accingessi a sintetizzarlo in un testo; più in generale, non nutrivo alcuna ambizione a lasciar memoria di me, fosse anche per un solo giorno ed in un solo lettore. Purtroppo, la tragica scomparsa di due miei cari amici che per me ha rappresentato la perdita irrevocabile di un pezzo di me, mi ha fatto venire alla mente e quindi riflettere con attenzione sulla seguente considerazione che Hannah Arendt fa sul finire del capitolo V inerente all‟Azione in Vita Activa2: “Il corso della vita umana diretto verso la morte condurrebbe inevitabilmente ogni essere umano alla rovina e alla distruzione se non fosse per la facoltà di interromperlo e di iniziare qualcosa di nuovo, una facoltà che è inerente all‟azione, e ci ricorda in permanenza che gli uomini, anche se devono morire, non sono nati per morire, ma per incominciare”. Questo testo, allora, vuole essere in se stesso un‟azione in senso arendtiano, al contempo culturale e politica, rendendo omaggio proprio a quanto Arendt afferma al termine della succitata opera: “Il pensiero […] è ancora possibile, e senza dubbio efficace, ovunque gli uomini vivano in condizione di libertà politica. Disgraziatamente […] nessun‟altra facoltà umana è così vulnerabile, e di fatto è molto più facile agire in condizioni di tirannia che non pensare. Come esperienza di vita, il pensiero è sempre stato ritenuto, forse erroneamente, appannaggio di pochi. Forse non è presunzione credere che questi pochi sono ancora numerosi nel nostro tempo. Può non avere importanza o averne poca, per il futuro del mondo; non è senza importanza per il futuro dell‟uomo”. A questa ricerca sono stato mosso dalla insoddisfazione “di vivere pigramente con brandelli di opinione presi in prestito” (Locke, Saggio sull’intelletto umano, Epistola al lettore)3 e dal dubbio, che – lungi dall‟essersi trasformato in certezza così come Bacone ipotizzava – al termine del suo processo continua ad attanagliarmi, senza che ciò mi rincresca, perché, come ben scrisse (e disse) Dante nel breve canto XI dell‟Inferno: “O sol che sani ogne vista turbata, tu mi contenti sì quando tu solvi, che, non men che saver, dubbiar m'aggrata”. 2 Arendt, H., Vita Activa: la condizione umana, Bompiani, Milano, 2000. 3 Locke, Saggio sull’intelletto umano, Bompiani, Milano, 2004.
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L'impetizione come forma di relazione nell'organizzazione del lavoro

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Lancellotti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Laura Piccioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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