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Studi sperimentali sulla percezione dell'accento straniero

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non nativo. OPM afferma che gli schemi di IL sono i seguenti: con il passare del tempo e come lo stile diventa sempre più formale L2 aumenta, L1 decresce e U cresce e poi decresce. In aggiunta le relative proporzioni di U e L1 dipendono dal fatto che i fenomeni siano normali, simili e marcati: L2 incrementa più lentamente in fenomeni simili e marcati, rispetto a quelli normali. Tale modello afferma l’importanza dei tratti segmentali affinché venga riconosciuto un parlante non nativo, ma non riserva spazio specifico alla prosodia; uguale riserva si può trovare nelle proposte più generativiste di Archibald (1993, 2003). Riguardo al ritardo degli studi percettivi è possibile affermare che una ragione della marginalità di cui hanno sofferto sia la differenza che sussiste tra parlare e ascoltare; l’uno è atto esterno visibile, mentre l’altro è invisibile. All’inizio del Novecento sembrò che l’udito e il ricevente richiamassero l’attenzione dei linguisti. Saussure (1922) assunse una posizione decisa a favore del primato degli aspetti uditivi e la sua intuizione trovò conferma nella ricerca fonetica successiva con Jakobson, Fant e Halle (1956). Già negli anni settanta però la ricerca linguistica prende un’altra direzione, lasciando la percezione e l’udito come fenomeni marginali e puntando invece sui tratti articolatori. L’udito è l’ingresso principale del messaggio, ma ritengono che esso non contribuisca agli aspetti profondi della comprensione o perché questi sono basati su schemi innati, o perché sono strettamente associati ai meccanismi neuromuscolari della produzione (Albano Leoni, 2001). Con l’avvento della tecnologia, nel corso del Novecento, alla fonetica articolatoria si è affiancata la fonetica acustica. L’analisi acustica dà un’immagine al suono, mostrando corrispondenze tra elementi fonetici prodotti e rappresentazioni fisiche. L’acustica diventa utilizzabile sul piano percettivo soltanto mediante il ricorso alla sintesi, che consente di modificare i parametri fisici di un enunciato e sottoporlo all’ascolto e al giudizio competente dei parlanti. 7
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Studi sperimentali sulla percezione dell'accento straniero

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Informazioni tesi

  Autore: Sarah Corsini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Informatica Umanistica
  Corso: Informatica per le discipline umanistiche
  Relatore: Giovanna Marotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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Parole chiave

analisi prosodica
analisi statistica
fonetica
interlanguage
ontogeny and philogeny model
optimality theory
perceptual assimilation model
praat
presentiation
prosodia
speech learning model

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