Una modernizzazione incompiuta. Pasolini e la rivoluzione dei consumi in Italia.

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prodotto interno lordo fu in media del 5,5% l’anno; e i maggiori investimenti non furono nelle industrie esportatrici ma nell’edilizia, nei lavori pubblici e nell’agricoltura3. Il quadro muta in maniera considerevole negli anni 1958-63. La media del tasso annuo di crescita di questi cinque anni raggiunse un livello mai ottenuto prima: il 6,3%. La produzione industriale risultò più che raddoppiata, con alla testa l’industria metalmeccanica e quella petrolchimica. Fu soprattutto l’esportazione a costituire il settore-guida dell’espansione. L’effetto del Mercato Comune fu evidente: la percentuale delle merci italiane destinate all’esportazione crebbe dal 23% del 1953 ad oltre il 40% nel 19654. La straordinaria crescita dell’industria elettrodomestica italiana fu una delle espressioni più caratteristiche del “miracolo”: nel 1967 l’Italia era il terzo produttore mondiale di frigoriferi (dopo gli Stati Uniti e il Giappone) e il maggior produttore europeo di lavatrici e lavastoviglie. Dietro questa espansione vi era un gran numero di fattori: l’abilità imprenditoriale dei proprietari, la loro capacità ad autofinanziarsi nei primi anni ’50, la tenacia nell’utilizzare le nuove tecnologie e nel rinnovare continuamente gli impianti, lo sfruttamento del basso costo del lavoro e l’elevata produttività, l’assenza fino ai tardi anni ’60 di una significativa organizzazione sindacale. 3 M. Salvati, Economia e politica in Italia dal dopoguerra a oggi, Milano 1984, p. 57. 4 P. Ginsborg, Storia d’Italia cit., p. 289. 7

Anteprima della Tesi di Roberto Fontana

Anteprima della tesi: Una modernizzazione incompiuta. Pasolini e la rivoluzione dei consumi in Italia., Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Fontana Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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