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Turismo e aree protette: il parco nazionale del Vesuvio

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7 La nascita del vulcano risale a circa 400.000 anni fa; le prime colonie umane che si stabilirono nelle pianure costiere in prossimità dell’area di Pompei furono quelle dei Sanniti nel V secolo a.C. In seguito arrivarono i Romani, i quali avevano individuato nelle falde del vulcano il luogo ideale per realizzare nuovi insediamenti. Costruirono le città di Pompei, Stabia, Oplonti, Ercolano, ma probabilmente essi stessi ignoravano la vera natura di questa "montagna", almeno fino all’eruzione del 79 d.C. Nel corso di quest’eruzione, resa famosa dalle lettere di Plinio il Giovane3, Pompei, che si trova a circa sette chilometri a sud in linea d’aria dal cratere, così come Ercolano e Stabia, fu completamente distrutta dai flussi di ceneri e gas incandescenti che discesero dalle pendici del vulcano ad una velocità di centinaia di chilometri all’ora causando la morte di oltre duemila persone. A questa seguirà un’altra eruzione esplosiva nel 472 d.C; in seguito il vulcano rimase poco abitato per alcune centinaia di anni fino a quando nel dicembre 1631 si ridestò improvvisamente, distruggendo quasi tutti i villaggi circostanti. Il fenomeno si ripetè poi con un certo ordine, alternando periodi di riposo e periodi eruttivi. Tra il 1631 e il 1944 le abitazioni alle falde del vulcano si mantennero a debita distanza dal cratere a causa dell’attività persistente che il vulcano mostrava e nel marzo 1944 si ebbe la più recente eruzione, durata ben undici giorni. A partire dal dopoguerra iniziò una rapida crescita demografica alle falde del Vesuvio, specialmente in conseguenza dell’espansione della città di Napoli e grazie al silenzio del vulcano dal 1944 in poi. L’attenzione nei confronti dell’area vesuviana venne maggiormente catalizzata con l’apertura degli scavi di Pompei. La città sepolta fu scoperta per caso alla fine del XVI secolo, tuttavia l’esplorazione sistematica dell’antica città ebbe inizio nel 1748 sotto il regno di Carlo di Borbone4. Gli scavi, in principio, ebbero lo scopo principale di arricchire di oggetti preziosi le collezioni reali, in seguito, nell’Ottocento, si comprese la grandiosità di questi scavi e l’importanza di ricostruire gli aspetti salienti della città romana e la sua storia. La fine del Settecento e tutto l’Ottocento furono periodi che segnarono per sempre la storia del Vesuvio. E’ proprio nel periodo romantico che l’attività vulcanica continua attira l’attenzione di scienziati, letterati e poeti. 3 Cfr. Gaio Plinio Cecilio Secondo, Epistulae 6.16, http:// www.morronedelsannio.com 4 Carlo Borbone (1716 - 1788): Re di Napoli e della Sicilia dal 1734 al 1759.
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Turismo e aree protette: il parco nazionale del Vesuvio

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Informazioni tesi

  Autore: Diana Ugge
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze umane dell'ambiente
  Corso: Scienze geografiche
  Relatore: Guglielmo Scaramellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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