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La motivazione del provvedimento amministrativo: evoluzione e prospettive

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consiste nell’illustrazione dei presupposti di fatto e di diritto che stanno alla base del provvedimento.6 E’ opinione comune che la struttura della motivazione consti di due parti: l’esposizione dei motivi, cioè gli interessi coinvolti nel procedimento in riferimento all’oggetto, chiamata motivazione in senso stretto; la seconda parte è rappresentata dai presupposti sui quali esso si fonda, cioè i fatti permissivi e costitutivi il cui verificarsi permette l’adozione dell’atto; si tratta della giustificazione. 7 Quest’ultima, per M.S. Giannini, si differenzia dalla motivazione per essere una dichiarazione di scienza, mentre la motivazione è il risultato di una serie di giudizi ponderativi, di opportunità o di altro tipo.8 La motivazione in senso stretto e giustificazione, dunque, formano la motivazione in senso ampio. 9 Questa si configura come una sorta di collegamento tra un contesto di decisione e un contesto di giustificazione: hanno, infatti, pari importanza il procedimento che conduce alla soluzione del problema e quello che giustifica le scelte che l’autorità amministrativa ha effettuato.10 Secondo M.S. Giannini, in un provvedimento di una certa complessità la motivazione consta di più parti: vi è la parte in cui si enunciano i fatti; quella in cui si enunciano i presupposti che la norma richiede per l’adozione dell’atto; un’altra parte in cui si illustrano le risultanze dell’istruttoria, compresa l’indicazione degli interessi emersi ed acquisiti nel corso del procedimento; ancora, la parte in cui, in base ad una comparazione di interessi, si indicano quelli ritenuti più meritevoli di tutela; poi, in eventuali altre parti, possono esserci i perché, se un provvedimento contiene determinate clausole, non deve contenerne altre, oppure le norme che attribuiscono la potestà o altri elementi tipici dell’atto. Oggetto della motivazione sono, dunque, l’indicazione dei fatti, dei presupposti, dei fini del provvedimento, l’illustrazione del ragionamento seguito, l’indicazione dei motivi: insomma, sarebbe da qualificare come motivazione tutta la parte del provvedimento attinente alla dichiarazione, che non riguardi la volontà. Però, non tutte queste parti della motivazione che non sono esposizione dei motivi rappresentano la giustificazione, infatti questa è solo l’indicazione dei fatti e dei presupposti dell’atto.11 6 P. VIRGA, op. cit., p. 208. 7 F. CARINGELLA, Nuovi percorsi monografici, Napoli, Simone, 2002, p. 339. 8 M.S. GIANNINI, Motivazione dell’atto amministrativo, in Enciclopedia del diritto, 1992, pp. 258-259. 9 F. CARINGELLA, op. cit., p. 339. 10 R. SCARCIGLIA, La motivazione dell’atto amministrativo, Milano, Giuffrè, 1999, p. 13. 11 M.S. GIANNINI, Motivazione dell’atto amministrativo, in Enciclopedia del diritto, Milano, Giuffrè, 1992, pp. 258-259. 8
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La motivazione del provvedimento amministrativo: evoluzione e prospettive

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Informazioni tesi

  Autore: Rossella Fronteddu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: Francesca Pubusa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

FAQ

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Parole chiave

art. 113 cost.
art. 3 l. 241/1990
art. 97 cost.
atti amministrativi
carenza di motivazione
integrazione motivazione
interesse pubblico
l. di abolizione del contenzioso amministrativo
l. n. 2248 del 1865
l. n. 241 del 1990
legge proced. amm.vo
motivazione
motivazione successiva
obbligo di motivazione
procedimento
procedimento amministrativo
provv. amministrativo
provvedimento
valutazione atti
vizi della motivazione
vizio di eccesso di potere
vizio di violazione di legge

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