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La subordinazione nel pubblico impiego

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La privatizzazione del pubblico impiego ______________________________________________________________________________________ 5 La legge delega prevedeva, in particolare, l‟applicazione graduale delle norme codicistiche e delle leggi sul lavoro nell‟impresa anche al pubblico im- piego, la creazione di un‟Agenzia tecnica per la rappresentanza delle pubbli- che amministrazioni nella contrattazione collettiva, il passaggio della giuri- sdizione sulle controversie dei dipendenti al giudice ordinario entro tre anni. Prevedeva altresì la separazione tra indirizzo politico e gestione amministra- tiva, quest‟ultima affidata ai dirigenti, che in tal modo assunsero definitiva- mente una autonoma legittimazione nonché una diretta responsabilità per gli atti gestionali (8). Risulta evidente a questo punto come, con il decreto legislativo n. 29 del 1993 (9), si sia avuta una svolta significativa, consistita essenzialmente nella contrattualizzazione del rapporto di lavoro, che ha ridotto la pubblica ammi- nistrazione alla veste paritaria di parte contrattuale e ne ha riqualificato – in termini privatistici, e dunque neutri rispetto all‟interesse pubblico – la po- sizione rispetto alle vicende dei rapporti di lavoro. In questo modo è caduta anche la supremazia speciale della pubblica amministrazione nel rapporto di lavoro con i propri dipendenti, principio cardine questo della teoria dell‟ordinamento speciale. Al datore di lavoro piego, rafforzando la posizione centrale del Governo ed in particolare della Presidenza del consiglio. Col che, s‟è innestata nel corpo della riforma una contraddizione latente ma forte col significato stesso della “privatizzazione”, intesa come liberazione delle PP.AA. e degli altri soggetti in campo dalle pastoie della regolamentazione pubblicistica, sia pure in un quadro di rigorosa certezza delle quantità di spesa». ZUCARO ANTONIO, Il governo del pubblico impiego – Dalla legge quadro n. 93/1983 al decreto delegato n. 29/1993, FrancoAngeli, Milano, 1993, p. 212 (8) «La nuova norma sul pubblico impiego si propone sette obiettivi: di separare la politica dall‟amministrazione; di formare un corpo di dirigenti; di fare accedere i migliori alla dirigen- za; di unificare i concorsi; di assicurare la mobilità del pubblico impiego; di valutare i carichi di lavoro; infine, di affidare la giurisdizione in materia di lavoro con la pubblica amministra- zione al giudice ordinario». CASSESE SABINO, Il sofisma della privatizzazione del pubblico im- piego, in “Il corriere giuridico”, 1993, pp. 404 – 405 (9) Clarich sottolinea, a questo proposito, che «[…] il decreto legislativo n. 29 apre una partita che è ancora tutta da giocare. Le forze in campo, in bilico tra il vecchio e il nuovo, so- no molteplici e di diversa natura. È difficile prevedere gli esiti nel medio e lungo periodo. Cer- to è che se la riforma del pubblico impiego non dovesse decollare, fallirebbe inevitabilmente anche il progetto più ampio di risanamento di un sistema amministrativo che è ancora per molti versi arretrato e che rappresenta un freno per l‟intero sistema–Paese». CLARICH MAR- CELLO – IARIA DOMENICO, La riforma del pubblico impiego, Maggioli, Rimini, 1994, p. 44
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La subordinazione nel pubblico impiego

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Terio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e legislazione d'impresa
  Relatore: Andrea Pilati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 294

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Parole chiave

1993
contratto
contrattualizzazione
datore di lavoro
debole
dirigente
doverosità
forte
immedesimazione organica
legalità
legge-delega
legge-quadro
netta separazione
policy making
politica
prestatore di lavoro
privatizzazione
proporzionalità
pubblica amministrazione
pubblico impiego
rapporto di lavoro
rapporto di servizio
status
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