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L’approccio alla lingua straniera nella scuola dell'infanzia: l'esperienza raccontata attraverso il diario di bordo

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20 Chiaramente la vicinanza territoriale ai confini nazionali ha comportato il bilinguismo e la biculturalità delle tre regioni transfrontaliere. Sicilia e Sardegna, invece, si distinguono per la morfologia geografica e l’isolamento dalla penisola. In queste regioni è disciplinata già da tempo, con norme di attuazione dei rispettivi Statuti, l'applicazione di disposizioni favorevoli alla tutela legale delle lingue e culture autoctone tramite forme di educazione bilingue. In tutta la penisola, invece, ad eccezione di sperimentazioni scolastiche2 sulla scia dei decreti internazionali (Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie, 1992; e Convenzione-quadro, 19953), la tutela giuridica delle lingue minoritarie è sancita tramite la Legge 482 del 15 dicembre 19994, (successivamente integrata dal Decreto del Presente della Repubblica n. 345 del 2 maggio 20015). L’articolo 2 prevede specifiche misure “di tutela e valorizzazione della lingua e cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo“ su richiesta del 15% dei cittadini dei comuni interessati o di un terzo dei consiglieri comunali6. 2 Approvate dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione dal 4 luglio 1990. 3 I decreti internazionali del 1992 (Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie e del 1995 (Convenzione-quadro, ratificata ai sensi della legge 28 del 1997) sanciscono il riconoscimento, il rispetto, la salvaguardia, la promozione delle lingue minoritarie-regionali, l’incoraggiamento dell’uso scritto e orale, la promozione di studi e ricerche sulle stesse lingue. Per consultare i decreti si rimanda alla seguente pagina: http://web.uniud.it/cip/home_i.html. 4 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche”. 5 La legge 482 del 1999 ha demandato le questioni applicative ad un apposito Regolamento. Per redigerlo il Ministro per gli Affari Regionali ha costituito un Comitato tecnico-consultivo che ha provveduto a elaborare una proposta approvata dal Consiglio dei Ministri dell’11 aprile 2001 e recepita dal Decreto del Presidente della Repubblica. 6 Accanto alla lingua italiana viene garantito (dal DPR): a) l'insegnamento della lingua e delle tradizioni culturali delle comunità locali nelle scuole (materne, primarie e secondarie), e nelle università; b) l'uso orale e scritto negli uffici delle pubbliche amministrazioni; c) la pubblicazione degli atti ufficiali dello Stato nella lingua ammessa a tutela (fermo restando l'esclusivo valore legale della versione italiana); d) il ripristino dei nomi e cognomi nella forma originaria e l’adozione di toponimi aggiuntivi nella lingua minoritaria; e) provvidenze per l'editoria, per gli organi di stampa e per le emittenti radiotelevisive private che utilizzino una delle lingue ammesse a tutela, nonché per le associazioni riconosciute e radicate nel territorio che abbiano come finalità la salvaguardia delle minoranze linguistiche.
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L’approccio alla lingua straniera nella scuola dell'infanzia: l'esperienza raccontata attraverso il diario di bordo

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Informazioni tesi

Autore: Francesca Talpo
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2009-10
Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
Corso: Scienze del Linguaggio
Relatore: Carmel MaryCoonan
Lingua: Italiano
Num. pagine: 334

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