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L’approccio alla lingua straniera nella scuola dell'infanzia: l'esperienza raccontata attraverso il diario di bordo

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23 seconda lingua viene insegnata dalla Scuola Primaria come materia a sé da un insegnante madrelingua. Per i ladinofoni lo Statuto prevede un’educazione inizialmente trilingue con la coesistenza di ladino, tedesco e italiano. Nelle scuole ladine il tedesco e l’italiano vengono insegnati fin dalla Scuola dell’Infanzia, e, successivamente, dal secondo anno della Scuola Primaria diventano lingua veicolare. Il ladino occupa il ruolo di lingua strumentale (o lingua “di spiegazione”) per via via scomparire al quarto anno della Scuola Primaria. I parlanti continuano ad usare il ladino nell’ambito familiare, oppure attraverso moduli integrativi attivati nelle scuole. Nello Statuto di autonomia della Provincia di Trento le condizioni di tutela del ladino sono meno favorevoli. Il ladino trova utilizzo nella toponomastica locale, ed è previsto anche il suo uso nella scuola materna e l’insegnamento nella Scuola Primaria. Tuttavia, mentre in Alto Adige il ladino ha, nelle aree interessate, caratteri di co-ufficialità accanto al tedesco e all’italiano, fino ad oggi presso i gruppi ladini del Trentino e del Cadore non esistono a livello ufficiale pratiche attuative di bilinguismo: gli accordi italo-austriaci del 1948 e le successive applicazioni (DPR 670), sancendo il frazionamento amministrativo dell’area ladina, hanno infatti provocato nel tempo una discriminazione nei confronti dei Ladini delle province di Trento e di Belluno11. Per quanto riguarda il cimbro e mocheno, l’articolo 8 della Legge Provinciale 18 del 198712 promuove nella scuola dell’obbligo “attività volte alla conoscenza e all’approfondimento delle lingue e della cultura mochena e cimbra”. Viene anche auspicata la collaborazione con l’Istituto culturale mocheno- cimbro. 11 Mentre cresceva infatti il processo di autonomia dell’Alto Adige, (attraverso il quale i ladini bolzanesi ottenevano forme significative di tutela), i ladini trentini e in particolare i ladini veneti, non si videro riconosciuta alcuna prerogativa di minoranza etnico-linguistica, salvo quelle riconosciute loro dalle normative regionali. Ciò spiega i ripetuti tentativi di alcuni comuni (i comuni della Val di Fassa e del Cadore) di essere riuniti alla provincia di Bolzano, e la maggiore vitalità politica dei ladini trentini, ancora alla ricerca, malgrado le successive concessioni, di una maggiore tutela. 12 “Istituzione dell’Istituto culturale mocheno-cimbro e norme per la salvaguardia e la valorizzazione della cultura delle popolazioni germanofone dei comuni di Palù del Fersina, Fierozzo, Frassilongo, e Luserna in Provincia di Trento”.
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L’approccio alla lingua straniera nella scuola dell'infanzia: l'esperienza raccontata attraverso il diario di bordo

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Informazioni tesi

Autore: Francesca Talpo
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2009-10
Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
Corso: Scienze del Linguaggio
Relatore: Carmel MaryCoonan
Lingua: Italiano
Num. pagine: 334

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early language learning
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