Comunicare l'NBA: i media e il basket a stelle e strisce in America e oltreoceano

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13 Tre studiosi della Indiana University hanno pubblicato il manuale Strategic Sport Communication 12 che in uno dei suoi capitoli elenca le tappe dello sviluppo della comunicazione sportiva negli Stati Uniti lungo tutto il corso del Novecento. Il manuale definisce il decennio 1920-1930 come la golden age, l’età d’oro del giornalismo sportivo. Golden age in cui i giornalisti della carta stampata riconoscevano e cercavano di soddisfare l’ossessione dei fan per lo sport raccontando le imprese eccezionali di atleti e squadre. Questi cronisti, con una prosa vivida dai tratti spettacolari, riuscivano a trasportare i lettori direttamente all’interno degli stadi, dei palazzetti e dei circuiti descrivendo i fatti, gli atleti e l’atmosfera con precisione meticolosa. Altre caratteristiche fondamentali di questo periodo erano le prime pagine lasciate agli eventi più rilevanti, i soprannomi e le figure retoriche come metafore e analogie con riferimenti guerreschi e mitologici (che spesso portavano alla trasformazione degli atleti in veri e propri eroi), i lead più drammatici e descrittivi che informativi e le rubriche propense ad analizzare maggiormente le implicazioni razziali o politiche dello sport piuttosto che l’evento sportivo in se. A quel tempo erano i giornalisti stessi, non gli addetti stampa o le leghe, a dettare il programma degli eventi e degli argomenti di cui scrivere. 13 La radio e più tardi la televisione hanno dato la possibilità ai fan di conoscere sempre più da vicino ed in tempo reale l’andamento di una partita; ma questo non cancella l’eredità che gli anni ’20 hanno lasciato al giornalismo sportivo negli USA: le citazioni e l’impatto dei giornalisti di quest’età hanno inserito lo sport tra gli elementi fondamentali della pop culture americana ben prima che arrivassero le telecronache, le immagini in tempo reale e gli highlight. La radio, che fino alla fine degli anni ’40 era il principale medium, e, ancora di più, la televisione, aggiungendo suono e immagini ai racconti delle partite come se lo spettatore fosse davvero all’interno dell’arena, hanno rivoluzionato tremendamente il modo di fare informazione sportiva. A partire dagli anni ‘50 i network televisivi, oltre a permettere ad un numero sempre maggiore di tifosi in tutto 12 P.M. PEDERSEN, K.S MILOCH, P.C LAUCELLA, Strategic sport communication, Human Kinetics, Champaign IL 2007, p.50 13 Ibi p. 53-56

Anteprima della Tesi di Silvia Santinello

Anteprima della tesi: Comunicare l'NBA: i media e il basket a stelle e strisce in America e oltreoceano, Pagina 9

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Santinello Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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