Strategie e funzioni della traduzione cinematografica di un “cult movie”

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IV Ecco qualche breve cenno sul film prima di passare all‟analisi del linguaggio in esso utilizzato: “Pulp Fiction” è un film statunitense del 1994 diretto, come precedentemente annunciato, da Quentin Taran- tino. Fu adocchiato già dall'inizio sia dal pubblico che dalla critica come un film rivoluzionario e fu recensito da molti come una pietra miliare nella storia del cinema. Ciò che collaborò a renderlo così ben visto fu sicuramente l'originalità della trama molto complicata, frutto dell‟intreccio di storie diver- se e apparentemente scollegate, rimescolate dall‟autore con numerose prolessi ed analessi; le inquadrature poco ortodosse e le numerose citazioni provenienti dalla cultura pop. Per non parlare poi (ed arriviamo così al “core” della nostra analisi) dei dialoghi così eterogenei e penetranti. I personaggi principali (gangster atipici, piccoli ladruncoli, pugili corrotti) si muovono impassibili in una California dai tratti ambigui tra schizofrenia post-moderna e finzione anni „50. Essi sono perlopiù degli emarginati della società psicologicamente vuoti, che faticano a collocarsi nel “sistema”. I loro discorsi non rispondono ad un‟esigenza narrativa ma sono fini a sè stessi, spesso hanno funzione riem- pitiva e sono dettati dal bisogno psicologico di chi parla. Nel film troviamo un linguaggio stereotipato dal punto di vista formale e spesso volgare, denso di ci- tazioni, frasi gergali ed idiomatiche; i discorsi densi di ironia e sottile sarcasmo, richiedono la conoscenza del linguaggio e dei costumi giovanili americani così come sono rappresentati nei media. Insomma il linguaggio che i personaggi utilizzano è lo “slang” soprattutto quello violento della mala- vita. Tutto è montato per sembrare una “Fiction”. Lo stesso titolo dell‟opera impone allo spettatore una cer- ta consapevolezza di ciò che andrà a guardare da lì a pochi istanti; inoltre una frase pronunciata da due dei protagonisti all‟inizio del film “Let's get into character” (“Entriamo nei personaggi”) non lascia spazio all‟immedesimazione. Lo spettatore sà che quelli sono attori, così come sà che il contenuto del film è “Pulp” perché Q. Tarantino apre la sceneggiatura del film con la definizione dell‟American He- ritage Dictionary del termine: PULP (pulp) n. 1. A soft, moist, shapeless mass or matter. 2. A magazine or book containing lurid subject matter and being characteristically printed on rough, unfinished paper. American Heritage Dictionary New College Edition Esso fu coniato per definire il genere popolare delle riviste anni „20-„40 stampate su carta scadente e dal contenuto di serie B. In realtà, chi l‟ha visto, sà che “Pulp Fiction” è ormai diventato un “Cult”, cioè uno di quei film che ci colpiscono profondamente, costringendoci ad usufruirne all‟infinito.

Anteprima della Tesi di Sonia D'aniello

Anteprima della tesi: Strategie e funzioni della traduzione cinematografica di un “cult movie”, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sonia D'aniello Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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