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Frammentazione per impatto di particelle di sorbente riattivato impiegato per la desolforazione in situ in combustori a letto fluidizzato

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Capitolo I - Introduzione -4- prossimità del punto B (Figura I.2) cominciano ad essere sostenute dalla corrente gassosa ed il letto si dice fluidizzato. La minima velocità superficiale ed il grado di vuoto ε (definito come la frazione volumetrica occupata dalla sola fase fluida) in corrispondenza dei quali si manifesta la fluidizzazione, caratteristici per ogni sistema solido-gas, si definiscono rispettivamente velocità (Umf) e grado di vuoto (εmf) di minima fluidizzazione. Nelle condizioni di fluidizzazione, il comportamento del sistema bifasico solido-gas è per molti versi analogo a quello di un sistema liquido: oggetti caratterizzati da densità superiore a quella media del letto vanno a fondo; oggetti aventi densità inferiore di quella media del letto galleggiano; fori sulla parete laterale del reattore provocano una fuga di particelle attraverso gli stessi; il pelo libero del letto tende ad essere orizzontale anche quando il reattore viene inclinato. Per valori di Ug superiori alla Umf si possono riscontrare due tipi di comportamento fluidodinamico che differiscono tra loro per la distribuzione del gas all‟interno del letto: fluidizzazione particellare (o omogenea) e fluidizzazione aggregativa (o eterogenea). Nel primo caso la caduta di pressione attraverso il letto si mantiene costante ed il letto comincia ad espandersi. Durante la fluidizzazione aggregativa invece, nel letto si presentano cavità a concentrazione di solido quasi nulla e somiglianti alle bolle di un liquido. Il sistema tende a separarsi in una fase densa e in una fase a bolle già a velocità Ug di poco superiori ad Umf. La fase densa è costituita da una sospensione con grado di vuoto pressoché identico a εmf del letto in condizioni di incipiente fluidizzazione; la fase bollente risulta invece costituita da sacche di gas caratterizzate da un tenore di solido molto basso. In linea con le tesi più accreditate [Twoomy e Johnstone, 1952], l‟aliquota
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Frammentazione per impatto di particelle di sorbente riattivato impiegato per la desolforazione in situ in combustori a letto fluidizzato

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Informazioni tesi

Autore: Grazia Accardo
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2007-08
Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
Facoltà: Chimica Industriale
Corso: Scienza e Tecnologia della Chimica Industriale
Relatore: LucianoSantoro
Lingua: Italiano
Num. pagine: 92

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Parole chiave

calcare
chipping
desolforazione in situ
disintegration
fbc
granulometria
massicci
porosimetria
riattivazione
sem
shd
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whd

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