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Lettera di François Philippe Brunck a Girolamo Pompei

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3 Cap. 1 1.1 Girolamo Pompei Girolamo Pompei, nobile veronese, nacque da Francesco Pompei e Bianca Brenzona il 18 aprile 1731.5 Era ancora fanciullo quando Scipione Maffei morì.6 Secondo il Pindemonte, i due si conoscevano;7 infatti, nell'elogio pindemontiano dedicato all'amico e maestro Pompei questi gli dice: «ma tu, di me in questo più fortunato, conoscesti di presenza l'immortale Maffei, ch'io né vidi pure».8 Fin dalla giovane età fu mandato alle scuole dei Gesuiti, ai quali era solitamente affidata l'educazione dei giovani appartenenti a famiglie dei ceti dominanti; lì per prima gli fu insegnata la lingua latina e solo in seguito l'italiano, forse con minor cura, tanto che il Pompei era incerto su quali autori prendere a modello; ma egli, forse condotto da innato ingegno, o dalla continua lettura degli autori latini, si convinse che i migliori scrittori italiani erano quelli che nello scrivere si accordavano maggiormente ai grandi autori latini. Tenuta a mente questa regola, 5 C. UGONI, Della letteratura italiana nella seconda metà del secolo XVIII, Brescia, Nicolò Bettoni, 1892, v. 3, voce Girolamo Pompei, p. 313. 6 Scipione Maffei (1675-11 febbraio 1755) è senza dubbio una delle personalità più interessanti del primo Settecento italiano. Giornalista, poeta, storico, epigrafista e drammaturgo, fu protagonista di alcune fra le più vivaci battaglie di idee del XVII secolo, come quelle in difesa del prestito ad interesse e contro la magia e la stregoneria. G. ROMAGNANI, Scipione Maffei nell'Europa del Settecento, Verona, Consorzio Editori Veneti, 1996, p. 1 7 S. BETTINELLI, Lettere inedite d'illustri italiani che fiorirono dal principio del secolo XVIII fino ai nostri tempi, Milano, Società Tipografica De' Classici Italiani, 1835. Nel volume si trova una lettera del Bettinelli al Fontana che ci fornisce qualche informazione sulla relazione tra il Pompei e il Maffei. Il Bettinelli riporta testualmente le notizie sul Pompei fornitegli dall'abate Giuliari: “posso compiacervi (aveva scritto il Giuliari) nelle notizie che desiderate del Pompei con tanta sicurezza ed esattezza, perché testimonio, e perché con lui di ciò stesso più volte tenni ragionamento. Quand'io uscii di collegio […] era maestro di retorica ai Gesuiti il Padre Bagi da voi conosciuto […] e aveva tra i molti bravi scolari i tre bravissimi Rosa Morando, Zaccaria Betti e Girolamo Pompei. A quel tempo il marchese Maffei teneva ogni giovedì in casa sua Accademia, in cui per lo più recitavansi poesie […] recitavano ogni giorno i tre suddetti scolari, e sempre componimenti italiani, e composti da essi, del che nessuno dubitava.”. 8 I. PINDEMONTE, Elogio di Girolamo Pompei, in Elogi di letterati italiani scritti da Ippolito Pindemonte, Milano, Giovanni Silvestri, 1859, seconda edizione, v. 1, p. 18. Ippolito Pindemonte nacque a Verona il 13 novembre 1753 da famiglia aristocratica e colta. Imparò gli elementi delle lettere nel Collegio dei Nobili di Modena sotto la guida del poeta Giuliano Cassani. Ritornato a Verona continuò gli studi con Girolamo Pompei da cui apprese la lingua greca. S. MUZZI, Dagli illustri italiani, in Le epistole, i sermoni, le prose e le poesie campestri di Ippolito Pindemonte, Torino, Tipografia e Libreria Salesiana, 1878, pp. 3-4.
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Lettera di François Philippe Brunck a Girolamo Pompei

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Rubin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e culture per il management turistico
  Relatore: FabioForner
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

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brunck
epistola
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