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Unificazione monetaria europea e teoria delle aree valutarie ottimali

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Dall integrazione all unione economica e monetaria europea 6 statunitense», che a sua volta poteva essere convertito in oro ad un prezzo prefissato (35$ per oncia), e, «di conseguenza, fissava il tasso di cambio fra ogni coppia di monete diverse dal dollaro» (KRUGMAN, 1997, p.369). Gli USA, a partire dalla seconda met degli an ni 60, non riuscirono piø a garantire una severa stabilit monetaria, influen zando negativamente la stabilit internazionale: l eccessivo finanziamento della guerra del Vietnam fece aumentare a dismisura la valuta statunitense in circolazione, riducendo sia la probabilit di rispettare l obbligo di conversione del dollaro con l oro, causando cos la crisi del sistema di Bretton Woods, sia la reputazione antinflazionistica della politica monetaria statunitense. Con l instabilit monetaria venne meno da un lato l a «certezza» di operare in un contesto monetario caratterizzato dalla quasi totale assenza di rischi di cambio, dall altro l unicit dei prezzi dei mercati agricoli, prevista dalla PAC, determinando di conseguenza rilevanti sperequazioni fra gli agricoltori dei paesi membri. Occorreva, dunque, dare un impulso piø energetico al processo d integrazione monetaria, che arriv nel febbraio d el 1969 con l elaborazione da parte della Commissione del Piano Barre per il coordinamento delle politiche economiche e la cooperazione monetaria nell ambito della Comunit (COMMISSIONE EUROPEA, 1969). Sulla base di tale piano, i capi di Stato e di governo dei sei Paesi membri della CEE, in occasione della Conferenza tenutasi all Aia in quell anno, invitarono il Consiglio de ll UE a elaborare una strategia per la creazione dell Unione economica e monetaria (UEM); questa fu delineata nel Rapporto Werner del 1970, che proponeva la realizzazione dell UEM in tre fasi da completare entro il 1980. Obiettivi dell unione, dal punto di vista monetario, erano: la convertibilit piena e irrever sibile delle valute dei paesi aderenti, la fissazione irrevocabile delle parit , l eliminazione dei margini di fluttuazione intorno ai tassi di cambio, la liberalizzazione completa dei movimenti di capitale. La prospettiva piø rosea prevedeva inoltre la possibilit di arrivare all’introduzione di una moneta unica.
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Unificazione monetaria europea e teoria delle aree valutarie ottimali

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Informazioni tesi

  Autore: Eva Pisaturo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: Concetto Paolo Vinci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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Parole chiave

nuova teoria avo tavlas
politica economica europea
unione valutaria

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