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Fedra e l'Usignolo. Riscrittura del mito nel teatro di Timberlake Wertenbaker e Sarah Kane

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Sebbene la violenza e la sensualità fossero alcune delle tematiche onnipresenti nei miti e di conseguenza riproposte nelle tragedie, queste non venivano mai mostrate apertamente sul palcoscenico. Questo procedimento, come vedremo in seguito, verrà sovvertito nel teatro dei giovani drammaturghi inglesi emersi negli anni ‟90. Al pari del dramma No17 giapponese che ha moltissimo in comune con quello greco, questo è poco realistico, essendo fondato più sulla parola che sull‟azione ed essendo concentrato su situazioni e dialoghi molto formalizzati, tali da comportare non l‟imitazione di eventi reali, ma l‟espressione di una realtà fittizia, straniata, fortemente elaborata dalla trasfigurazione artistica. Se il dramma No s‟ispira al mondo spirituale del buddismo, il teatro greco ha anch‟esso origini religiose, poiché gli spettacoli teatrali di Atene si svolgevano in occasione delle Grandi Dionisie18. Per questa ragione le rappresentazioni teatrali erano vissute da tutta la comunità come un evento di fondamentale importanza, dove queste, attraverso il mito che mettevano in scena, inserivano l‟individuo “nel moto circolare della società e della natura”19 e sostenevano l‟armonia del tutto. Le tragedie greche erano parimenti portatrici di valori e di norme di comportamento, avevano dunque una dimensione politica. Lo stato, tramite il teatro, operava una forma di promozione del consenso, volto all‟esaltazione del valore, della collaborazione e del sacrificio che serviva ad educare gli ateniesi e a trasportarli verso uno stato d‟animo di dedizione alla patria e di lealtà e rispetto reciproci: “La mitologia del dramma greco era dunque l‟espressione di una completa e tradizionale concezione della vita. Il poeta poteva trovare corrispondenza di orrore o di piacere nel pubblico perché condivideva con esso le medesime credenze tradizionali.”20 La tragedia aveva un valore educativo, didattico oltre che politico e religioso. Il tema tragico era trattato dagli autori in modo che vi fosse un riferimento al presente e non a caso la tragedia 17 Con questo nome si designa la forma che assunse il teatro giapponese nella sua fase classica, in seguito all‟evoluzione di manifestazioni drammatiche più antiche. Il dramma No, rappresentato ancora oggi in Giappone, è frutto di elaborazioni di due famosi attori, padre e figlio (Kwanami Kiyotsugu e Zeami Motokyio: quest‟ultimo, definito “lo Shakespeare giapponese” ha scritto il celebre trattato Il segreto del teatro No) vissuti intorno al 1400 d. C. Dal punto di vista formale teatro greco e teatro No hanno in comune strutture espressive similari: oltre a quelle già citate, gli attori portano la maschera, il dramma è accompagnato dalla musica e dal canto di un coro. La recitazione, come nel dramma greco comporta tre modalità: parlato, cantato, recitativo e tutti i ruoli vengono recitati dagli uomini. Anche oggi le donne sono escluse dal teatro No, che rimane una forma d‟arte settaria ad appannaggio esclusivo di alcune famiglie giapponesi. 18 Le feste dedicate a Dioniso venivano celebrate nei giorni 9-13 del mese di Elafebolione (fine di marzo). Feste minori, sempre in onore di Dioniso, le Lenee (feste dei torchi per il vino) furono istituite successivamente, attorno al 440 a. C. e si svolgevano a fine gennaio. I concorsi drammatici furono invece introdotti attorno al 535 a. C. dal tiranno Pisistrato. Ciò che sappiamo del dramma attico e della sua organizzazione si riferisce al secolo V a. C. quando il sistema democratico si era ormai consolidato e il teatro ne costituiva uno dei momenti più significativi. 19 Eleazar M. Meletinskij, Il mito. Poetica folclore ripresa novecentesca, Ed. Riuniti, Roma, 1993, p.406. 20 George Steiner, La morte della tragedia, Garzanti, 1999, p. 285.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Duranti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Giovanna Mochi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

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