Fedra e l'Usignolo. Riscrittura del mito nel teatro di Timberlake Wertenbaker e Sarah Kane

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attraverso la tragedia e dunque il teatro, è straordinariamente attuale all‟inizio del terzo millennio. Nell‟antica Grecia (poiché qui si tratteranno i miti greci), il mito non è un ornamento poetico, come è diventato in seguito in alcuni momenti della letteratura euro-occidentale, ma un elemento determinante per il funzionamento della società tradizionale. Nell‟epoca arcaica, il mito trasmette e contiene il patrimonio delle idee, delle tradizioni, delle istituzioni sociali e religiose di tutto il popolo. Come tale, esso è un racconto tradizionale, trasmesso inizialmente per via orale (il termine greco “Mythos” significa “parola” o “racconto”), che non ha un autore ma è presente nella memoria collettiva del popolo3. Mythos viene contrapposto a lògos, (da lègein, “mettere insieme” che significa accorpare singoli frammenti di fatti evidenti e verificabili), solo dopo Erodoto4, colui che è considerato il padre della storia. I miti costituivano le “storie sacre” dei popoli antichi e come tali conservavano un‟antica sapienza di carattere magico e religioso e alcuni di essi motivavano le origini di una scoperta o di un rituale5. Questi racconti, sebbene narrassero un evento accaduto in un lontano passato e compiuto da personaggi considerati dalla comunità più che umani (eroi, dèi), erano sentiti come reali, anche se appartenenti ad una realtà diversa da quella quotidiana. Ma è ancora più importante il fatto che i miti proponessero modelli di comportamento ai quali la comunità doveva attenersi e trasmettessero il sistema dei valori morali di una civiltà. Il mito è anche un vero e proprio modo di pensare, frutto di un pensiero che non si sviluppa attraverso schemi logici e astratti, ma per immagini. Gli studi etnografici, e soprattutto la psicanalisi, hanno infatti dimostrato che il pensiero mitico non è caratteristico di una civiltà primitiva, che lo userebbe come metodo pre-scientifico per comprendere e spiegare il mondo circostante e i fenomeni della natura, ma sussiste in ogni uomo come schema profondo della mente. Il sogno è un fenomeno che lega la vita inconscia e l‟attività mitica della psiche e pertanto utilizza gli stessi elementi di base del mito (i simboli, i rituali, le metafore) e lavora con lo stesso tipo di linguaggio visivo e immaginario. Carl Gustav Jung è stato il primo a leggere nel sogno e nel mito una comune origine di archetipi simbolici che costituirebbero i modelli più profondi e universali della psiche umana. Il pensiero mitico, quindi, non appartiene solo a popolazioni 3 I racconti mitici sono arrivati in Grecia, in molti casi, insieme ai popoli che vi migrarono, dagli inizi del II millennio a. C. in poi, e appartengono quindi, nelle loro linee essenziali, a un periodo ancora più remoto e che si perde nella notte dei tempi, come sembra confermare la presenza di racconti simili in Asia Minore e in India, ovvero nelle zone toccate dai grandi fenomeni di spostamento dei popoli indoeuropei. 4 Erodoto (484 – 430 a. C.), dopo una serie di viaggi in Mar Nero e Egitto, scrive le Historie. Lo storico greco fonda il suo metodo storiografico sulla ricerca diretta, ma la sua opera, fonte di notizie preziose, accoglie spesso elementi leggendari, in uno stile tra la novellistica e l‟epica. 5 In questo caso si parla di miti “eziologici”, ovvero miti che spiegano la causa; vedi il mito di Prometeo che spiega l‟origine del fuoco.

Anteprima della Tesi di Francesca Duranti

Anteprima della tesi: Fedra e l'Usignolo. Riscrittura del mito nel teatro di Timberlake Wertenbaker e Sarah Kane, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Duranti Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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