ADHD Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività: basi psicologiche neuroanatomiche e genetiche

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Evoluzione del concetto di ADHD 4 condotta e, successivamente, realizzò una descrizione precisa delle caratteristiche che presentavano: li definì come bambini con temperamento violento, rivoltoso, inquieto, distruttivo, incapaci di fissare l’attenzione e di reagire davanti ai castighi; essi presentavano problemi scolastici in assenza di deficit intellettuali, mostrando movimenti coreiformi e anomalie congenite minori. Secondo tale autore, queste alterazioni erano il risultato di un danno pre o post natale che colpiva una qualità umana che chiamò “Controllo Morale”. Tredgold , nel suo libro Mental deficiency descrisse una serie di bambini con problemi di comportamento, classificandoli dentro il gruppo dei deficienti mentali – non idioti – incapaci di ricevere benefici dall’insegnamento ordinario, però capaci di fare progressi con lezioni individuali e particolari. Questi bambini mostravano segni fisici peculiari, come dimensione e forma anormale della testa, anormalità nel palato e segni neurologici lievi. Tredgold considerava che la causa di tali problemi fosse il risultato di un’anossia durante la nascita che non era stata evidenziata in tempo e produceva un danno in un’area del cervello, area dove risiedeva, secondo l’autore, il sentimento morale. Le conseguenze di questo danno, in accordo con Tredgold, potevano trasmettersi da una generazione all’altra e adottare forme diverse come l’iperattività, l’emicrania, l’epilessia, l’isteria e nevrastenia. La concezione che Still e Tredgold avevano sulla spiegazione del disturbo deve considerarsi in un contesto sociale e scientifico che era quello dell’epoca. L’Inghilterra del secolo XIX fu segnata dal potere economico e dalla rivoluzione industriale; la società inglese si caratterizzava per una struttura gerarchica nella quale le classi più umili soffrivano frequentemente le conseguenze avverse

Anteprima della Tesi di Alessio Sangiuliano

Anteprima della tesi: ADHD Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività: basi psicologiche neuroanatomiche e genetiche, Pagina 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Alessio Sangiuliano Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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