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Il Patto di stabilità e crescita dell'Unione Europea: una prospettiva giuridica ed economica

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3 mantenere un differenziale massimo fissato. Ad esempio, nel caso in cui due monete europee si fossero venute a trovare oltre il limite massimo o minimo di fluttuazione permesso, il sistema del serpente monetario prevedeva l’intervento obbligatorio delle rispettive banche centrali per riportarle all’interno dei margini previsti. Nel primo anno, il “serpente” era composto dalle monete di sei paesi membri della CEE – Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Danimarca. Nel 1973 entrarono a far parte dell’accordo anche la Norvegia e la Svezia. 13 La partecipazione al sistema si rivelò molto incostante, ovvero le monete dei paesi membri entravano ed uscivano dal sistema a loro piacimento. 14 Nel 1971, per far fronte ad un pesante deficit della bilancia commerciale verso l’estero, gli Stati Uniti decisero di svalutare il dollaro creando forti disturbi al sistema monetario internazionale che si basava sulla moneta statunitense. In contemporanea iniziò anche la seconda crisi internazionale causata dall’aumento del prezzo del petrolio da parte degli stati arabi produttori, il quale causò un’impennata dei prezzi nel mondo occidentale, soprattutto in Europa. Questo fenomeno investì il serpente monetario, il quale non era abbastanza consolidato per far fronte ad una crisi internazionale di tale portata. 15 13 Cfr. Baroncelli, S., La Banca Centrale Europea: profili giuridici e istituzionali. Un confronto con il modello americano della Federal Reserve, European Press Academic Publishing, Fucecchio (FI), 2000, pp.149-150. Ogni stato membro della CEE reagì in maniera autonoma ed alcune monete si sentirono costrette ad uscire dal serpente non essendo più in grado di rispettare i vincoli previsti dal sistema. In particolare l’uscita del franco francese nel 1974 determinò la fine dell’esperimento del serpente monetario di Werner e contemporaneamente, nonostante il fallimento, il marco tedesco ne uscì come la moneta più forte e resistente d’Europa. Una delle cause maggiori del fallimento del serpente monetario fu l’insufficiente coordinamento delle politiche economiche ed i limitati progressi nei settori dell’armonizzazione fiscale, della liberalizzazione dei movimenti di capitale e delle politiche strutturali. 14 Cfr. Szàsz, A., The Road to European Monetary Union, St.Martin’s Press, Inc., New York, 1999, pp.39-40. 15 Cfr. Smits, R., The European Central Bank. Institutional Aspects, Volume 5, Kluwer Law International, The Hague/ London/Boston, 1997, pp. 17-18.
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Il Patto di stabilità e crescita dell'Unione Europea: una prospettiva giuridica ed economica

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Degasperi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università degli Studi di Bolzano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Management
  Relatore: Stefania Baroncelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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