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Valentiniano III e gli Unni

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12 che combatté accanto a Clodoveo a Tolbiac contro gli Alamanni; di Ecdicio che condusse una banda armata levata fra i suoi contadini — «una specie di esercito pubblico», secondo Sidonio Apollinare (che ne era cognato) — per combattere i Visigoti; infine, sappiamo di Tito che agì a capo di una banda di buccellarii in Gallia, compiendo gesta armate così clamorose da venire nominato comes dall‘imperatore bizantino Leone (457-474)42. Per converso, l‘aristocrazia romana era ancora abituata ad essere protetta da altri ed era perciò riluttante a intraprendere azioni proprie o a fare quelle concessioni che avrebbero potuto preservare l‘impero. Nel V secolo fu il complesso funzionamento del prelievo fiscale e pagamento e rifornimento delle truppe ad andare in crisi, rendendo lo stato impotente43. c. L’esercito. Nella prima metà del V secolo le istituzioni militari della Pars Occidentis fallirono la sfida della sopravvivenza posta dalle tribù. La distinzione fra limitanei e comitatenses divenne irrilevante quando un po‘ tutte le province, Italia esclusa, vivevano condizioni da frontiera44; l‘autorità di Ravenna evaporò insieme con la sua abilità di provvedere alla paga e ai rifornimenti dell‘esercito, mentre quest‘ultimo era composto da forze provenienti in gran parte dalle tribù il cui stato di federate diveniva sempre più teorico, o da leader locali capaci di ricavare il necessario potenziale militare dalle loro particolari regioni45. 42 Gasparri 1997, pg. 89. 43 Withby 2000, pg. 297. 44 Ibidem, pgg. 288-291 L‘esercito romano nel periodo tardo imperiale era suddiviso fra guarnigioni o unità territoriali e unità mobili, una distinzione che in gran parte si accorda ai termini presenti nelle fonti di limitanei e comitatenses: i primi erano assegnati a regioni di frontiera, gli ultimi in teoria lo erano alla compagnia dell‘imperatore. La distinzione non era rigida, in quanto un‘unità poteva essere trasferita senza che le venisse necessariamente cambiata la categoria d‘appartenenza. I limitanei servivano sotto il diretto comando dei duces, in carica su un dato territorio di frontiera, ma a fini operativi potevano venire incorporate negli eserciti di manovra guidata dai magistri militum. I comitatenses potevano venire a loro volta distinti in due ampie categorie: quelli che servivano nelle forze centrali o palatine, che avevano base nelle vicinanze delle capitali imperiali, Ravenna e Costantinopoli ed erano comandate da un magister praesentalis, e quelli che erano assegnati agli eserciti regionali, capitanati da un magister militum col titolo geografico della specifica regione 45 Ibid., pg. 300.
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Valentiniano III e gli Unni

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Coppola
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Maria Gabriella Angeli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 184

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Parole chiave

impero romano d'occidente
quinto secolo
storia
tardoantico
unni
valentiniano iii

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