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Valentiniano III e gli Unni

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3 la Chiesa emerse come vincitrice, ma solo dopo aver combattuto. Questa vittoria garantita - in cui le resistenze alla conversione erano definite come lo strepitus mundi, il ―ruggito‖ di un mondo in veloce assorbimento nella Chiesa - veniva raccontata per confortare i fedeli cristiani in tempi in cui il paganesimo era ancora ben presente entro il loro orizzonte. Una narrazione della cristianizzazione che puntava non sulla conversione, ma sul trionfo. Per molti cristiani era sufficiente che la Chiesa avesse vinto e fosse vista vincere; i non credenti dovevano venire umiliati, la conversione si pensava, sarebbe seguita. In ogni caso per i cristiani era sufficiente che i non credenti non esternassero davanti a loro il loro credo, godendo così di una tolleranza basata sullo sprezzo9. La Cristianizzazione dell‘amministrazione e dell‘élite che la sovrintendeva mantenne una ambiguità molto studiata10. Nel V secolo, quindi, il Mediterraneo sembrava seguire la regola della convivencia, fra una Cristianità trionfante e una discreta, persistenza dei politeisti11. Ma agli inizi del quinto secolo, critici cristiani avevano evocato una 'rappresentazione' del proprio tempo che era l‘opposto della precedente immagine trionfale: un mito del declino della chiesa, accompagnata da una idealizzazione del periodo pre-costantiniano, che fu accettata da molti cristiani. In questo mito, la nuova concezione del declino della chiesa venne esplicitata da Agostino d‘Ippona nel 39212, quando incontrò una delegazione di cattolici vecchia maniera: egli disse che dopo la conversione di Costantino, 'folle di pagani' avevano voluto entrare in chiesa perché non potevano sopportare di rinunciare alla 'baldoria e l'ubriachezza con cui erano stati abituati a celebrate le feste degli idoli', e che un clero tenero di cuore li aveva fatti entrare senza troppi problemi. Il politeismo, già associato al termine ―paganesimo‖, si rivelava essere un nemico più subdolo di quanto non si pensasse in precedenza. Non era più questione di abbattere le statue degli dei e proibire i sacrifici a loro dedicati, il politeismo era sopravvissuto all'interno della Chiesa stessa, sotto forma di abitudini che dovevano ora essere evitate da tutti i cristiani. Alcune 9 Brown 1998, pgg. 634-641. 10 Ibidem., pgg. 652-653. 11 Ibid., pgg. 641-642. 12 Aug., Ep. 29,8-9.
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Valentiniano III e gli Unni

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Coppola
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Maria Gabriella Angeli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 184

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Parole chiave

impero romano d'occidente
quinto secolo
storia
tardoantico
unni
valentiniano iii

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