Il volto banale del Male: Arendt/Eichmann

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4PREFAZIONE Scopo di questo lavoro è analizzare il mutamento che la concezione di Male morale subisce nella riflessione arendtiana. Accostando due opere lontane e profondamente diverse, come Le origini del Totalitarismo e La banalità del male, l’obiettivo di questo lavoro è dimostrare la grande differenza tra la descrizione del Male radicale fornitaci da Hannah Arendt nel 1951 e la fisionomia che l’autrice stessa attribuì ad Adolf Eichmann, il criminale nazista processato a Gerusalemme, dieci anni dopo. Lo spunto a cui devo la scelta di questo argomento mi si è presentato un anno fa in seguito all’esperienza di tre mesi in Germania come assistente di lingua Socrates/ Comenius. Durante il mio assistentato presso la Katholische Grundschule Blücherstraße di Troisdorf, una scuola elementare cattolica, ho avuto modo di constatare quanto il sistema scolastico tedesco differisca da quello italiano, e una materia, in particolare, ha suscitato il mio interesse: il Faustlos (letteralmente “senza-usare-il pugno”). Mi fu spiegato che si trattava di un programma per prevenire la violenza comportamentale dei bambini anche, e soprattutto, in un contesto multiculturale. Iniziai, allora, a chiedermi se fosse questo il modo più adeguato per trasmettere a

Anteprima della Tesi di Maria Anna Casoria

Anteprima della tesi: Il volto banale del Male: Arendt/Eichmann, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Maria Anna Casoria Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

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