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La diaspora democristiana dopo la fine della prima repubblica

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∞ Abrogazione della preferenza plurima per la Camera dei Deputati 6 . Furono respinti dalla Corte Costituzionale i primi due quesiti che miravano all'introduzione del maggioritario sia nel sistema comunale che in quello del Senato; quindi la consultazione si svolse solo in merito al terzo quesito che era volto ad evitare che alleanze (non sempre limpide) tra i candidati, che spesso davano indicazioni di voto plurimo ai propri elettori, potessero danneggiare altri candidati, solo perchè isolati 7 . L'obiettivo, quindi, non era quello di abolire il voto di preferenza, ma trasformarlo in un voto di preferenza unica, che consentisse ad ogni candidato di ottenere un risultato proporzionale alla sua effettiva, specifica popolarità, indipendentemente dai voti che avrebbe potuto eventualmente raccogliere dalla convergenza sul suo nome della seconda preferenza di elettori di altri candidati a lui vicini. Ci fu una lunga battaglia mediatica a colpi di dichiarazioni tra chi sosteneva questa svolta referendaria e chi di contro la riteneva solo una inutile perdita di tempo. Famosi rimangono gli inviti di Bettino Craxi e Umberto Bossi ad “andare al mare domenica” invece che recarsi alle urne; ma nonostante questo ed altri appelli della maggioranza dei partiti, gli italiani decisero di presentarsi per il 62,5% degli aventi diritto al voto e con la schiacciante maggioranza del 95,6% decisero di dare la risposta affermativa all'unico quesito referendario superstite. Il momento referendario fu inteso dalla popolazione come un’occasione per esprimere una sorta di rifiuto della classe politica, accusata di occuparsi solo dei propri interessi tralasciando il benessere dei cittadini. La disaffezione degli italiani nei confronti dei politici si sarebbe in seguito accentuata con lo scoppio di tangentopoli. Da parte dei partiti della maggioranza c’era stata una certa sottovalutazione dei possibili esiti del referendum. Questo in realtà era il preludio dell’uragano che di lì a pochi mesi si sarebbe abbattuto sul sistema politico. 10 6 E.Versace, 1942-1994:50 anni di Democrazia Cristiana, Ed.Stet, Bassano del grappa 2008, p. 182. 7 E.Versace, 1942-1994: 50 anni di Democrazia Cristiana, op. cit., pp. 185-186.
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La diaspora democristiana dopo la fine della prima repubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Napoletano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Riccardo Cannelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

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