Organizzazione aziendale delle società sportive

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12 esattamente alla soddisfazione dei bisogni relazionali, soprattutto nelle economie avanzate, dove la soddisfazione dei bisogni materiali ha ormai raggiunto livelli importanti. L‟esempio che Bruni presenta per spiegare il concetto di bene relazionale è quello di una cena. Una cena può avere un valore strumentale laddove sia interpretata come un mezzo per raggiungere altri fini (per esempio, una cena d‟affari). Al contempo, una cena può essere un bene relazionale nel momento in cui essa non abbia alcune fine strumentale ma rappresenti un bene in sé, come per esempio una cena tra amici. In questo secondo caso, gli amici che partecipano alla cena producono e consumano contestualmente il bene relazionale “cena tra amici”. Tutti gli amici godono contestualmente della relazione che emerge. In assenza di qualsivoglia motivazione strumentale, la cena tra amici sarà caratterizzata dalla gratuità, vale a dire, da una forma di dazione unilaterale da parte di ognuno dei partecipanti. A ben guardare tutti questi elementi sono presenti nel mondo dello sport e quindi anche nel calcio, in particolare nelle sue forme amatoriali, dilettantistiche e giovanili. È infatti chiaro che molto spesso gli allenamenti, le partite, la stessa organizzazione dei tornei rappresentino dei beni in sé che non possono essere scambiati come una merce poiché rappresentano una relazione. La “partitella” tra amici è chiaramente un bene relazionale, ma lo sono anche le partite dei giovanissimi e le già citate competizioni in fangosi campi di periferia. Il dato importante, comunque, è che il calcio può essere interpretabile per mezzo delle sue componenti relazionali anche nella sua dimensione professionistica. Anche a livello professionistico, molti atleti infatti sono guidati nelle loro scelte di impegno agonistico non solo dalla massimizzazione di un‟utilità legata alla remunerazione monetaria. Sia i calciatori sia i sostenitori di una squadra contribuiscono alla produzione del gioco calcio in maniera spesso gratuita. Inoltre, si è già detto della distinzione tra tifosi affezionati e tifosi sbadati. L‟importanza dei tifosi affezionati è spiegabile avendo riguardo alla componente relazionale. I tifosi non sono semplici consumatori del prodotto calcio. Essi per molti aspetti partecipano alla produzione del prodotto e il loro comportamento è decisamente caratterizzato dall‟esistenza di gratuità, identità e motivazioni. Un elemento assente nell‟analisi di Bruni è, però, quello relativo alla capacità delle motivazioni di essere riconoscibili. Perché un bene relazionale emerga da un‟interazione esso deve essere riconosciuto come tale. Se è vero che le identità dei produttori e consumatori di un bene relazionale rilevano sarà anche vero che le azioni dei singoli soggetti siano perfettamente riconoscibili. Si ritorni all‟esempio della cena portato da Bruni. Come detto in precedenza una cena può essere considerata un bene relazionale nel momento in cui l‟incontro non sia un mezzo per il raggiungimento di altri scopi (per esempio cena d‟affari), ma costituisca un fine in sé. Ma perché il bene relazionale sia consumato è necessario che esso sia riconoscibile tra tutti i partecipanti. Nel caso della cena è necessario che tutti i partecipanti alla cena si riconoscano come produttori/consumatori di un bene relazionale. Devono quindi, tutti, riconoscersi come partecipanti a una cena tra amici e non ad una cena d‟affari. Laddove questo non

Anteprima della Tesi di Ruggero Rinaldin

Anteprima della tesi: Organizzazione aziendale delle società sportive, Pagina 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Ruggero Rinaldin Contatta »

Composta da 335 pagine.

 

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