La figura del religioso nelle opere di Emile Zola

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6 “une importante fabrique de mensonges, dont le but est d’asservir les hommes à son profit” 4 . 3) Il prete o la formazione degli stereotipi: La paura della religione tocca diversi settori e il cattolicesimo è particolarmente colpito in colui che lo professa, il suo più grande rappresentante: il prete. Alla descrizione tradizionale del prete grasso e godereccio che approfitta pienamente e a fondo della vita, si sovrappone un’altra figura più minacciosa: il prete magro, verdastro, bilioso o la religiosa “rinsecchita” con lo sterno incavato, prettamente mascolina. La magrezza è simbolo di fanatismo, squilibrio. Secondo la mentalità dell’epoca, il prete diviene così un essere “differente” e inferiore: ha la testa meno grossa di quella di un “libre penseur”, cammina con “les genoux flechis”, ha infine“ très peu de mollets”, cosa che lo avvicina ai “nègres”. La sua voce è acuta “telle celle des femmes et des eunuques”. 5 Il celibato dei preti, i voti di castità di religiosi e religiose che incutevano generalmente un profondo rispetto presso le masse, sono interpretati differentemente, come degli obblighi “anti-naturelles”, “anti-physiologiques”, che, portati alle estreme conseguenze a causa dei loro desideri inappagati, portano i religiosi a sedurre o 4 “Les Dieux que l’on mange”, citato da J.Lalouette, La libre pensée en France (1848-1890), Paris, Albin Michel, 1997, p.186. 5 G. Delaunay, Histoire naturelle du Dévot, Paris, 1880 citato da J.Lalouette, ibidem, 223 ss.

Anteprima della Tesi di Melania La Russa

Anteprima della tesi: La figura del religioso nelle opere di Emile Zola, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Melania La Russa Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

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