Dalla filantropia all'art banking: come l'arte contemporanea diventa immateriale

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16 criterio economico risulta essere in definitiva il solo indicatore oggettivo del successo dell‟artista prescelto e dunque dell‟intuito del compratore. La passione di chi colleziona opere d‟arte si alimenta di gratificazioni che sollecitano la vanità e che aumentano la sicurezza di se: «questo sistema di rinforzi fa si che l‟attività del collezionista, a volte iniziata per gioco e senza eccessiva convinzione, si autoalimenti fino a diventare quasi una droga»10. Sulla base dell‟incidenza sul mercato dell‟arte i collezionisti vengono distinti in due categorie: i piccoli e i medi collezionisti e i grandi collezionisti. Nella prima categoria rientrano coloro che effettuano acquisti di opere d‟arte per importi abbastanza limitati. Si tratta di solito di esponenti del ceto medio o medio-alto a cui si aggiunge qualche appassionato di più basse condizioni economiche. Tali collezionisti si dividono a loro volta in conservatori e all‟avanguardia: i primi non sono inclini al rischio e comprano artisti dalle quotazioni abbastanza stabili, sono collezionisti prudenti ma non disdegnano operazioni speculative; i secondi sono disposti a correre un rischio maggiore puntando anche su artisti emergenti se non sconosciuti. Tutti coloro che decidono di dedicarsi al collezionismo commettono qualche errore all‟inizio e si tratta di un passaggio obbligato per fare una selezione di coloro che affineranno esperienza e gusti. Per far si che la loro raccolta migliori progressivamente, costoro cercano di dar via le vecchie opere meno valide per acquistare man mano opere sempre più significative, dando vita ad una intensa attività di scambio e compravendita con mercanti e altri collezionisti; talvolta acquistano anche presso case d‟asta. La seconda grande categoria è quella dei grandi collezionisti. Si tratta di persone molto facoltose che hanno deciso di creare la propria collezione spinti dall‟amore per l‟arte o per accrescere la propria immagine, non di 10 Cit. A. VETTESE, Investire in arte, Milano 1993, pp. 18 e ss.

Anteprima della Tesi di Ivana Principato

Anteprima della tesi: Dalla filantropia all'art banking: come l'arte contemporanea diventa immateriale, Pagina 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere

Autore: Ivana Principato Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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